venerdì 23 marzo 2012

Tesina Fascismo, Mendel, LIibia, petrolio, art nouveau


Inglese: The First World War……………………………………….
Storia: Il Fascismo………………………………………………….
Scienze: Mendel e le leggi della genetica…………………………..
Geografia: La Libia………………………………………................
Ed. Tecnica: Il petrolio……………………………………………..
Musica: Wagner…………………………………………………….
Letteratura: Il Decadentismo e D’Annunzio……………………….
Arte: L’Art Nouveau………………………………………………..
Francese: L’Art Nouveau à Paris......................................................
Scienze Motorie Sportive: Il Kung Fu…………………………….
Bibliografia…………………………………………………………
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THE FIRST WORLD WAR
 


The First World War started between Serbia and Austria-Hungary in 1914.
The official cause was the assassination of the archduke of Austria, in Sarajevo.
Italy joined the war only in 1915 with the Entente.
1917 was probably the most important year of the war. In this year the United States declared war on Germany and started to send a total of 2 million soldiers to Europe. Russia abandoned the fight because of internal political problems that led to the October Revolution.
Germany and Austria tried to exploit this fact by attacking Italy and France.
The first attack broke the Italian lines at Caporetto, but was stopped on the Piave river. The second big attack, this time in France, wasn’t successful too.
The treaties of Versailles, Saint-Germain, Trianon and others ended the First World War in 1918.










Il Fascismo

Il fascismo è un movimento politico italiano nato a Milano il 23 marzo del 1919 per iniziativa di Benito Mussolini.
La causa principale dell’avvio di questo movimento furono le condizioni politiche e sociali, come il peggioramento delle condizioni economiche, il carovita e la disoccupazione, che pesavano soprattutto sulle classi popolari, in seguito alla I^ Guerra Mondiale.
Inizialmente, nacquero le prime squadre di camicie nere che assalivano le sedi dei sindacati e dei partiti operai.
Il passo decisivo avvenne il 28 ottobre 1922, quando Mussolini decise che era giunto il momento di impadronirsi del potere e ordinò ai fascisti di tutta Italia di “marciare su Roma”. Il Duce divenne, allora, primo ministro.
Inizialmente, il fascismo, non prese subito le forme di una dittatura. Nel 1925 nacquero le “leggi fascistissime” che abolivano tutte le libertà democratiche. Nel 1926, al potere esecutivo fu riconosciuto il diritto di emanare leggi, anche contro il parere del Parlamento. Venne abolito il Parlamento e nel 1939 fu sostituito dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
Venne fondato l’IRI (Istituto per la ricostruzione industriale), ente che aveva il compito di aiutare le banche e le industrie in gravi difficoltà a causa della crisi economica.
Mussolini cercò una soluzione alle difficoltà dell’Italia, avviando un’avventura coloniale finanziata dai cittadini: la guerra d’Etiopia.
L’Italia venne però sanzionata economicamente dalla Società delle Nazioni. Mussolini allora lanciò una nuova parola d’ordine, Autarchia, con la quale avrebbe dimostrato la propria autosufficienza, producendo tutto il fabbisogno nazionale. Quest’obiettivo, però, non fu mai raggiunto.
Per compensare gli effetti di questi provvedimenti antidemocratici, Mussolini cercò di conquistare vasti consensi per altre vie. Un grande successo fu la firma dei Patti lateranensi tra lo Stato italiano e il Vaticano. Quest’ultimo veniva riconosciuto Stato indipendente. La Chiesa, con questo patto, ottenne che il cattolicesimo fosse riconosciuto come religione di Stato.
Nel 1938 Mussolini proclamò il Manifesto della razza che limitava la liberta dei 50.000 ebrei italiani, allineandosi alla politica antisemita della Germania. Il Manifesto affermava che esistono razze superiori e razze inferiori e che gli italiani erano prevalentemente ariani (cioè di razza pura). Nel 1938 furono introdotte le leggi razziali che stabilirono la perdita di tutti i diritti civili da parte degli Ebrei.
Non tutti gli italiani erano d’accorto con Mussolini. Nacque così l’antifascismo. Gli oppositori erano soprattutto operai e intellettuali. Contro essi, sorse l’OVRA, una sorta di polizia segreta che segnalava i nomi delle persone ritenute pericolose per il regime.
Seguendo i passi di Mussolini, sorse in Germania il Nazismo guidato da Hitler. I due regimi cominciarono a collaborare insieme fondando il Nazifascismo e dando vita all’Asse Roma-Berlino-Tokio (patto di alleanza contro il pericolo bolscevico).
Durante la Seconda Guerra Mondiale l’Italia, impreparata al conflitto, si riservò d’intervenire successivamente, dichiarando la non belligeranza, nonostante avesse firmato con la Germania il “patto d’acciaio” che la impegnava a entrare in guerra. L’inarrestabile avanzata tedesca, capeggiata da Adolf Hitler, convinse Mussolini a un intervento immediato.
L’Italia entra in guerra nel giugno 1940; la strategia di Mussolini era quella di una guerra parallela, cioè non combattuta al fianco dei tedeschi ma totalmente autonoma. Il fallimento dell’aggressione alla Grecia mostrò l’impreparazione delle forze italiane e anche in Africa Orientale la strategia della guerra parallela incontrò seri problemi, fino alla completa dissolvenza dell’impero.
L’8 settembre 1940 fu annunciato l’armistizio fra l’Italia e gli Alleati. Dopo questa data l’Italia fu divisa in due parti: nel centro-nord sorse, dopo la liberazione di Mussolini per opera dei tedeschi, un nuovo stato fascista: la Repubblica sociale italiana; nel Mezzogiorno si era formato il Regno del Sud, sotto il sovrano Vittorio Emanuele III. La caduta del regime fascista avvenne il 25 luglio 1943. Il 28 aprile 1945 Mussolini venne fucilato insieme ad altri gerarchi.
Mendel e le leggi della genetica
 

Ogni essere vivente, quando si riproduce, genera altri esseri simili ma mai identici fra loro. Il primo a chiedersi il perché, ogni essere generato, fosse diverso dall’altro, fu Johann Gregor Mendel.
Egli effettuò le sue ricerche utilizzando le piante di pisello nelle quali aveva osservato la variabilità di numerosi caratteri, tra cui il colore e l’aspetto esterno del seme, l’altezza del fusto, il colore del fiore, la forma e il colore del baccello. Inoltre queste piante erano particolarmente adatte ai suoi esperimenti in quanto sullo stesso fiore sono presenti sia gli organi maschili sia quelli femminili, il che consente l’autoimpollinazione.
Inizialmente Mendel selezionò piante di linea pura per un determinato carattere. Per esempio fecondò, con il loro stesso polline, piante a fiore rosso, ottenendo ancora piante a fiore rosso, e così via, finché non fu certo che quelle piante generavano solo altre piante a fiore rosso.
In seguito egli, incrociò artificialmente piante di linea pura che presentavano le due varianti dello stesso carattere. Per fare ciò fecondò, per esempio, con il polline di una pianta che produceva semi gialli, l’ovulo che produceva semi verdi. Le piante utilizzate per questi incroci vennero definite generazione parentale e i risultati ottenuti erano sempre gli stessi.
Nella prima generazione, F1, gli individui nati da questi incroci, detti ibridi, presentavano solo una delle varianti del carattere, sempre la stessa.
Era come se, nella prima generazione, uno dei due caratteri “sparisse”. Per capire cosa accadeva al carattere “scomparso”, Mendel passò a osservare le generazioni successive facendo autoincrociare gli individui ibridi della F1.
Nella seconda generazione, F2, ricompariva il carattere apparentemente scomparso nella F1, secondo un rapporto costante di 1:3.
Mendel allora definì dominante il carattere che si manifestava in tutti gli individui della prima generazione, e recessivo il carattere apparentemente scomparso nella prima generazione che ricompariva nella seconda.


Le osservazioni compiute consentirono a Mendel di formulare tre famose leggi:
·        La prima, detta legge della dominanza o dell’uniformità degli ibridi, afferma che: se si incrociano due individui di linea pura, che differiscono per un solo carattere, si ottiene una prima generazione, F1, formata da individui che manifestano tutti il carattere di uno solo dei genitori, cioè il carattere dominante.
Mendel indicò con la stessa lettera dell’alfabeto, R (maiuscola) per il carattere dominante e r (minuscola) per il carattere recessivo, i due alleli che corrispondono ai due aspetti dello stesso carattere.
Ciascun individuo presenta, per ogni carattere, una coppia di alleli che riceve, uno dal padre e uno dalla madre, attraverso i gameti che si uniscono al momento della fecondazione. Gli individui di linea pura sono indicati con RR (maiuscolo) o rr (minuscolo) e sono detti omozigoti. Quelli della prima generazione presentano la coppia Rr e sono detti eterozigoti perché gli alleli portano due informazioni diverse rispetto al carattere.
·        La seconda, detta legge della segregazione dei caratteri, afferma che: nella seconda generazione, F2, ottenuta incrociando individui ibridi per la stessa coppia di alleli, il carattere recessivo compare nel rapporto 1:3 rispetto a quello dominante.
·        La terza, detta legge dell’indipendenza dei caratteri dice che: se si incrociano due individui che differiscono per due o più caratteri, questi si trasmettono indipendentemente l’uno dall’altro.
Infine, possiamo dire che Mendel ha dato una base per lo sviluppo della genetica moderna che dimostra che non esistono significative differenze tra le "razze" umane, al contrario di quanto sosteneva il nazismo con il concetto di razza pura e ebrei.




La Libia
 

La Libia occupa la parte centrale del Nord Africa.
Con i suoi 1.760.000 km² è il quarto paese dell'Africa per superficie, il sedicesimo del mondo.
Si affaccia a nord sul Mar Mediterraneo e confina a nord-ovest con la Tunisia, a ovest con l'Algeria, a sud con il Niger e il Ciad, a sud-est col Sudan, a est con l'Egitto.





La Libia è composta da tre regioni geografiche e storiche:
·        la Cirenaica, che occupa tutta la fascia orientale lungo il confine con l'Egitto, dal mar Mediterraneo al confine con il Sudan e il Ciad;
·        la Tripolitania, che occupa la fascia settentrionale, dal confine con la Tunisia fino alla fine del Golfo della Sirte;
·        il Fezzan, che occupa la parte sahariana a sud della Tripolitania, dal confine con l'Algeria fino alla Cirenaica.
La costa della Tripolitania è in prevalenza piatta. Tra Bengasi e Ras e Tin prevalgono rive a picco con profonde insenature.
La Tripolitania è dotata di una pianura costiera (Gefara) abbastanza estesa, che si rialza man mano che ci si inoltra verso il Fezzan. Al contrario, la Cirenaica conosce un altopiano già in vicinanza del mare. L'interno è basso con l'eccezione del massiccio del Tibesti, ed è caratterizzato da deserto roccioso e sabbioso, punteggiato di oasi. A sud-est troviamo il monte Gebel El Auenat (1893 mt), in Tripolitania troviamo il Gebel Nefusa e in Cirenaica il Gebel Achdar.
La Libia, regione arida o semi-arida, è quasi priva di corsi d’acqua permanenti. In Tripolitania sono perenni il Ki’am e il Ramla, in Cirenaica il Derna. Nell’interno l’acqua compare solo in occasione di acquazzoni eccezionali. Condizioni più favorevoli presenta la Cirenaica, che ha nell’altopiano una complessa rete di acque sotterranee. Nelle aree depresse esistono laghi di piccole dimensioni per lo più salati.
Il clima è prevalentemente desertico verso l’interno. La piovosità presenta valori bassi con notevolissime variazioni.
La costa ha temperature medie e precipitazioni annue di 300-400 mm. Su di essa, generalmente umida, soffia il ghibli.
L’agricoltura ha importanza scarsa, sia per la limitatissima superficie coltivabile sia per la scarsità di acqua.
La base dello sviluppo economico della Libia è rappresentato dal petrolio. I principali giacimenti petroliferi come Mabruch, Hofra e Zelten sono collegati da oleodotti. Esistono, inoltre, cospicui giacimenti di gas naturale.
La maggior parte della popolazione  ha origine dalla fusione degli invasori arabi  con i preesistenti berberi. Numerosi sono gli stranieri.
La popolazione è in forte aumento e le condizioni di vita danno una speranza di vita di circa 77 anni.
Il 30% della popolazione risiede nella capitale Tripoli; altri centri notevoli sono Bengasi, Misurata, Derna, Marsa, Brega ed El Beda.  La parte restante della popolazione abita in città. La lingua ufficiale è l’arabo.
STORIA
Dopo una breve guerra contro l'Impero ottomano nel 1911, l'Italia acquisì il controllo della Tripolitania e della Cirenaica. Le mire italiane sulla Libia, vennero appoggiate dalla Francia, che vedeva di buon occhio l'occupazione di quel territorio in funzione anti-britannica. Con il fascismo, alla Libia venne attribuito l'appellativo di “quarta sponda” negli anni trenta.
Nel 1934, Tripolitania e Cirenaica vennero riunite per formare la colonia di Libia. Il governatore Italo Balbo avviò un piano di colonizzazione che portò decine di migliaia di italiani in Libia, con un conseguente enorme sviluppo socio-economico della Libia. L'Italia perse il controllo sulla Libia, quando le forze italo-tedesche si ritirarono in Tunisia nel 1943.

Il petrolio
Il petrolio è una miscela di idrocarburi liquidi, gassosi e solidi. È la più importante risorsa energetica mondiale ed è anche la materia prima di base dell’industria petrolchimica che fornisce prodotti come materie plastiche, fibre sintetiche e concimi chimici.
Gli idrocarburi sono composti chimici formati da idrogeno e carbonio cui possono aggiungersi ossigeno, azoto e zolfo. Un solo atomo di carbonio e quattro di idrogeno formano l’idrocarburo più semplice: il metano (CH4).
Il petrolio è il prodotto della trasformazione di organismi vegetali e animali, in seguito a complessi processi fisici e chimici che si sono svolti nel corso della storia della Terra e che hanno portato alla formazione di rocce dette sedimentarie.
·        I mari della terra sono stati popolati, per milioni di anni, da moltissimi esseri viventi, soprattutto da organismi marini.
·        Alla loro morte questi organismi precipitavano sui fondali e si mescolavano ai fanghi e ai detriti che, per l’erosione della crosta terrestre, i fiumi continuavano a trasportare al mare.
·        I depositi sul fondo marino formati dagli organismi morti, dai detriti e dalle sostanze minerali, prendono il nome di sedimenti. In questi sedimenti, in assenza di aria e per l’opera di speciali batteri, a determinate condizioni di temperatura e di pressione, gli organismi si sono scomposti in sostanze chimiche formate da idrogeno e carbonio chiamate idrocarburi.
·        Gli idrocarburi potevano essere liquidi o gassosi e, essendo più leggeri dell’acqua che impregnava le rocce, tendevano a risalire nella parte più alta delle stesse, trasformandole in rocce magazzino.
·        Se il sottosuolo fosse stato composto soltanto da rocce di questo tipo, gli idrocarburi, giungerebbero sino alla superficie e qui disperderebbero. Ma questo non avviene perché il sottosuolo è formato da una successione di strati permeabili e strati impermeabili. Quindi gli idrocarburi si sono accumulati nella parte più alta delle rocce porose coperte da rocce impermeabili. Queste sono le trappole petrolifere.
Per trovare un giacimento petrolifero bisogna sapere se il sottosuolo è costituito da rocce sedimentarie e se tra esse vi sono quelle che possono contenere idrocarburi. Inoltre bisogna anche aver identificato una trappola e averla localizzata con l’approssimazione di poche centinaia di metri.
Per trovare le trappole, si usano diversi sistemi:
·        Il rilevamento aerofotografico che mette in evidenza gli affioramenti rocciosi e ne indica la direzione e l’inclinazione. Si raccolgono campioni di terreno che vengono esaminati in laboratori per scoprirne le caratteristiche.
·        Dopo questi studi preliminari si passa ai controlli diretti impiegando diversi sistemi di ricerca. Alcuni di essi si basano sulla misura del magnetismo e della gravità della zona, dove si effettua la ricerca.
Molto più esatto è il metodo sismico a riflessione, l’unico praticamente in grado di localizzare una trappola con sufficiente precisione.
·        Quando tutti gli esami preliminari hanno dato esito positivo, si procede allo scavo di un pozzo esplorativo. Infatti, sarà l’unico modo per definire con certezza se in quel luogo vi è una trappola e se contiene idrocarburi.
Quando il primo pozzo esplorativo dimostra la presenza di idrocarburi, è di norma necessaria la perforazione di altri pozzi per determinare con sufficiente precisione la consistenza del giacimento. La perforazione di un pozzo di petrolio è un’operazione complessa e costosa.
·        Quando il pozzo raggiunge la trappola petrolifera, gli idrocarburi che impregnano la roccia fuoriescono liberamente, spinti dalla pressione del gas o dell’acqua. Allora si toglie la sonda di trivellazione, si inserisce un tubo di acciaio forato e si fissa alla testa del pozzo un complesso di valvole che regolano il flusso del petrolio.
·        Il petrolio grezzo estratto dal giacimento è immerso in grandi serbatoi di sedimentazione, dove si depositano i fanghi, i frammenti di roccia e l’acqua sospesi nel fluido.
Viene poi portato, attraverso gli oleodotti, direttamente alle raffinerie o ai grandi centri di raccolta vicini ai porti di imbarco, dove le navi petroliere lo caricano e lo trasportano alle raffinerie di destinazione.







Richard Wagner
 


Richard Wagner nacque a Lipsia nel 1813. Compositore tedesco scelse come attività principale la musica dopo essere stato a lungo incerto tra pittura e letteratura.
Estroso e precoce, compose la sua prima opera a dieci anni. Fu direttore d’orchestra oltre che compositore e uomo colto in tutti i campi dell’arte.
Ebbe il primo successo nel 1842 con “Il vascello fantasma”, eseguito a Dresda, grazie al quale ottenne la nomina di maestro di corte.
Il suo contributo al melodramma romantico è immenso e la sua influenza su tutta la cultura dell’Ottocento e Novecento fu enorme.
Per rappresentare nel miglior modo i suoi melodrammi, fece costruire un teatro a Bayreuth ancora oggi funzionante.
Tutti gli aspetti del romanticismo musicale confluiscono nell’opera di Wagner. L’avere avuto il padre adottivo attore comico, un fratello cantante e le sorelle attrici, afferma che sia figlio d’arte.
Compiuti gli studi, scrisse testi teatrali, romanze e articoli per guadagnarsi da vivere.
Dopo aver studiato l'opera italiana, decise di rivolgersi a tutto ciò che era tedesco. Egli voleva realizzare il teatro nazionale tedesco utilizzando storie e mitologie germaniche.
Wagner pensava che poesia, musica, danza e scenografia dovessero confluire nel dramma senza prevalere l’una sull’altra. Tutto questo venne chiamato “Wort-ton-dramma”.
Egli scriveva la storia dell’opera (il libretto), le partiture (la musica), le scenografie e le coreografie.
Inventò i Leitmotiv o motivi conduttori che identificavano personaggi, animali, oggetti, ecc. Nella tetralogia vi sono 109 Leitmotiv che ripetendosi uno dopo l’altro, creano la Melodia ciclica.
La vita di Wagner si svolse tra la Svizzera, dove si era rifugiato per ragioni politiche, e l’Italia.
Si sposa per la seconda volta con Cosima Liszt nel 1870 e inizia la costruzione del teatro, inaugurato nel 1876. Trascorre gli ultimi anni della sua vita tra Bayreuth e Venezia e qui muore nel 1883.
Le opere di Wagner sono molto conosciute. Ricordiamo:
·        Le nozze
·        Le fate
·        La donna serpente
·        Il divieto d’amore
·        Rienzi
·        La scala di seta
·        Tannoiser
·        Lohengrin
·        Tristano e Isotta
·        I maestri cantori di Norimberga
·        Parsifal
·        Marcia Nuziale
E la tetralogia “L’ANELLO DEL NIBELUNGO” composta da:
·        L’oro del Reno
·        Valchirie
·        Sigfrido
·        Crepuscolo degli dei
Il Decadentismo

Il termine “decadenza” venne usato per la prima volta dal poeta francese Verlaine per evidenziare uno stato d’animo di stanchezza, di sfinimento spirituale e di attesa della fine.
Coloro che si riconoscevano in tale stato d’animo fondarono intorno al 1880, a Parigi, la scuola letteraria del Decadentismo, per esprimere, con i loro mezzi artistici, il rifiuto per la società moderna e i suoi meccanismi economici e sociali.
I contenuti principali di questa scuola furono:
·        La critica della scienza;
·        La convinzione che in ogni uomo esistono zone oscure e profonde e che il mondo è animato da forze misteriose;
·        L’esaltazione della bellezza;
·        L’affermazione della superiorità della poesia, unico strumento in grado di raggiungere gli aspetti più misteriosi e segreti dell’esistenza umana e del mondo.
I poeti decadenti elaborarono l’ideale della poesia pura, cioè una poesia fine a se stessa, che tende a svelare la verità nascosta dietro l’apparenza delle cose.
I decadenti utilizzarono nuove forme poetiche:
·        La scelta di parole suggestive, in grado di creare effetti musicali;
·        Le costruzioni sintattiche del significato oscuro;
·        L’utilizzo della metafora, e dell’analogia.
I maggiori esponenti di questa tendenza letteraria furono chiamati “maledetti” perché quasi tutti condussero vite disordinate e trasgressive.


Gabriele D’Annunzio
 

D’Annunzio nacque nel 1863 a Pescara da un’agiata famiglia borghese.
Si iscrisse all’Università a Roma, dove frequentò il bel mondo acquistando presto grande notorietà con i suoi scritti che suscitavano scandalo per i contenuti “immorali”.
Pur guadagnando molto denaro, D’Annunzio si indebitò per il suo tenore di vita principesco.
Quando la situazione economica divenne insostenibile, fuggì in Francia, dove proseguì l’attività letteraria, mantenendo i contatti con l’Italia.
D’Annunzio fu convinto interventista. Arruolatosi come aviatore, al termine della guerra si fece portavoce del malcontento dei reduci, insofferenti rispetto a una vittoria “mutilata” perché la citta di Fiume e la Dalmazia erano state annesse alla Jugoslavia. D’Annunzio organizzò una spedizione in armi e occupò militarmente Fiume, ma dovette presto ritirarsi.
Il rapporto tra Mussolini e Gabriele D’Annunzio fu sempre ambivalente, di reciproca diffidenza e forse anche di rivalità.
Il suo rapporto col fascismo fu molto particolare e ambiguo: dapprima la sua posizione fu contraria alle idee di Mussolini, ma in seguito il poeta aderì al fascismo, anche per motivi di convenienza.
D'Annunzio scrisse i vari e popolari discorsi di piazza con i quali Mussolini conquistò il popolo. Inoltre, ideò gli slogan più famosi come "Boia chi molla", "Memento audere semper" e rese la CAMICIA NERA simbolo del Fascismo.
Dal 1921 si trasferì in una villa a Gardone che trasformò in una sorta di museo a se stesso. Morì nel 1938.
Tra gli ideali del Decadentismo, Gabriele D’Annunzio espresse soprattutto il culto della bellezza (estetismo) ed elaborò la teoria del superuomo, un uomo così diverso, speciale, potente ed eroico da non dover obbedire a principi morali.

La produzione artistica subì l’influenza della poesia francese:
·        Nei contenuti, perché creò personaggi raffinati e sdegnosi, intenti alla soddisfazione del proprio gusto estetico, e personaggi con le caratteristiche del superuomo;
·        Nelle forme, perché introdusse nella poesia italiana il gusto per la musicalità della parola, per gli effetti di suono e per le sollecitazioni sensoriali ottenute con raffinati procedimenti stilistici.


L’Art Nouveau
 

L’Art Nouveau esprime le aspirazioni della società borghese della Belle Époque.
 Il suo nome deriva da quello di un negozio parigino «l'Art Nouveau Bing» che sfoggiava alcuni oggetti dal design innovativo, cioè di provenienza estremo-orientale.
Il movimento assume localmente nomi diversi, ma dal significato molto simile. Si chiama in Inghilterra Modern Style, in Spagna Modernismo e in Italia Stile Liberty o Floreale.
Il movimento trae le sue origini dall'ideologia estetica anglosassone delle Arts and Crafts. L'Art Nouveau aprì la strada al moderno design e all'architettura moderna.
Un punto importante per la diffusione di quest'arte fu l'Esposizione Universale, svoltasi a Parigi, nella quale il nuovo stile trionfò in ogni campo. Ma il movimento si diffuse anche attraverso altri canali: la pubblicazione di nuove riviste, come L'art pour tous, e l'istituzione di scuole e laboratori artigianali.
Una delle caratteristiche più importanti dello stile è l'ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata. Semplici figure sembravano prendere vita ed evolversi naturalmente in forme simili a piante o fiori.
L’architettura tende a superare lo stile eclettico. Viene meno il ricorso alla simmetria e agli ordini classici e il colore delle superfici murarie è uniforme, per far risaltare le decorazioni.
Nell’artigianato, caratteristiche furono le forme organiche, le linee curve con ornamenti a predilezione vegetale o floreale. Le immagini orientali, soprattutto le stampe giapponesi, furono un'importante fonte di ispirazione.
L'Art Nouveau non rinnegò l'uso dei macchinari che vennero usati e integrati nella creazione dell'opera.
La lavorazione del vetro fu un campo in cui questo stile trovò una libera e grandiosa forma espressiva.
In gioielleria, l'Art Nouveau, ne rivitalizzò l'arte, con la natura come principale fonte di ispirazione, arricchita dai nuovi livelli di virtuosismo nella smaltatura e nell'introduzione di nuovi materiali, come opali o pietre semipreziose.
Uno degli esponenti maggiori dell’Art Nouveau, fu sicuramente Antonio Gaudì che creò forme architettoniche stravaganti, caratterizzare da un forte accento cromatico e da superfici dinamiche, abitate da figure e forme innaturali.
Egli si avvale delle straordinarie possibiltà plastiche offerte dal cemento, che modella con libertà inventiva: il gioco di volumi è sottolineato da curve sinuose ed è ravvivato da fantasiosi elementi ornamentali.
L’Art Nouveau a Milano
 


A Milano, un locale molto conosciuto per le sue caratteristiche Stile Liberty, è il bar Zucca.
Il locale, situato sullo spigolo ovest dell’ingresso a sud della Galleria Vittorio Emanuele, è stato chiamato nel tempo in molti modi: Camparino, Zucca in Galleria, Caffè Miani.
Il Liberty si afferma a Milano con l’inizio del nuovo secolo.
Giuseppe Sommaruga è il vero protagonista del nuovo stile e la sua affermazione è legata alla costruzione di Palazzo CastiglioniMorto nel 1917, Sommaruga ha lasciato altri edifici meno importanti a Milano e nella zona di Varese. Il suo capolavoro resta probabilmente il Grand Hotel a Campo dei Fiori (Varese).
Giulio Ulisse Arata rappresenta la chiusura dell’esperienza liberty a Milano con due episodi molto significativi: la grande casa Felisari, all’angolo tra via Settembrini e via Boscovich e le tre case Berri-Meregalli nell’isolato compreso tra via Serbelloni, via Cappuccini, via Barozzi e via Mozart.
Le case in via Barozzi e via Mozart fanno sfoggio di un sapiente uso della pietra e del cemento lavorato, specialità del nostro architetto e in genere dell’architettura liberty. La casa su via Cappuccini è un capolavoro per la ricchezza delle decorazioni e le volumetrie volutamente asimmetriche delle facciate.

Autore: Gustav Klimt
L’abbraccio di Gustav Klimt
Data: 1905-1909
Tecnica: olio su tela
Dimensioni:180x180 cm
Ubicazione: Österreichisches
Legenda

Museum für Angewandte Kunst, Vienna
·        Analisi soggettiva
·        Analisi oggettiva
·         Giudizio personale

Nel dipinto “L’abbraccio”, le due figure sembrano sprofondare l'una nell'altra davanti a una parete decorata da ampie volute che rappresentano gli eleganti rami dell'albero della vita. La coppia è immersa in uno scenario incantato, senza tempo né spazio; le figure sono trasformate in decorazioni: solo le mani e i volti sono naturalistici, mentre il resto del corpo è sostituito da una superficie a disegni geometrici. L'uomo ha forme dure, squadrate, angolose e i colori sono in prevalenza neri, grigi o bruni; nella donna, invece, i colori sono variopinti e le linee sono curve e sinuose. Di essa appare solo il volto in un espressione tesa a sottolineare quella sensualità e quel perdersi nell'altro. L’uomo volge, invece, le spalle all’osservatore non mostrando il volto. Le forme sono bidimensionali, senza alcun spessore. La scena è statica.
Klimt vuole sottolineare il concetto di abbraccio che, anche se apparentemente è un semplice gesto di affetto, di protezione, di conforto e di amore, nasconde varie sensazioni, varie emozioni. Per l’autore, questo gesto è simbolo di passione, di sensualità. La donna, “sprofondando nell’uomo” si unisce del tutto al lui in segno di fiducia.
L’opera mi è piaciuta molto perché unisce l’affetto, l’amore, ad un gesto che apparentemente sembra banale ma che nasconde tutta una serie di emozioni e ti stolgono per un momento dal mondo reale. Ed è proprio questo che fa Klimt. Egli disegna uno sfondo irreale, contenente linee curve e colori caldi, pieni di sentimento.

L’Art Nouveau à Paris
 

L'Art Nouveau prend son nom par un boutique français “L'Art Nouveau Bing” ouverte à Paris par Siegfried Bing.
Connu principalement pour ses entrées du métro parisien, Hector Guimard fut avant tout architecte et designer. Il dessina des villas, hôtels particuliers et immeubles de rapport et créa également des décorations intérieures, des meubles et des objets divers, le tout dans un style raffiné très personnel.
Jules Lavirotte architecte né à Lyon est surtout connu pour la réalisation d'immeubles style art nouveau à Paris. Il a été le premier à couvrir entièrement les façades avec d'immenses panneaux de grès.
À Paris est situé le Restaurant Maxim's qui peut aussi être appelé un musée.
Pierre Cardin, propriétaire du restaurant Maxim's, collectionne depuis 60 ans les chefs d'œuvres les plus caractéristiques de la belle époque.



Il Kung Fu
STORIA
La nascita ufficiale dello Shàolín Chuan (il primo nome col quale è nato il Kung Fu) risale al 520 d.C. circa, quando, presso il tempio Shàolín, arrivò il leggendario monaco buddhista Bodhidarma fondatore e diffusore del Buddhismo Mahayana.
Per motivi religiosi fu costretto a fuggire dal suo paese natale e il monastero in cui si stabilì (quello di Shàolín) diventò il più famoso centro di Kung Fu di tutta la storia cinese.

Secondo la leggenda, Bodhidharma trovò i monaci in condizioni fisiche non adeguate allo studio del Buddismo Chen, il quale principalmente si pratica attraverso la meditazione. Così introdusse degli esercizi fisici e delle vere e proprie tecniche di combattimento per ricercare l’equilibrio tra mente, spirito e rafforzamento del corpo e insegnò, inoltre, una serie di 18 movimenti (probabilmente derivati dallo Yoga).
Si ritiene appunto che queste tecniche abbiano dato inizio allo stile codificato tipico di Shàolín.
Dopo poco tempo, il Wu-shu (vero nome del Kung Fu) diventa un’arte popolare e contadina.
Intorno al 1550 d.C., vicino al monastero di Shàolín, il Kung Fu raggiunse un periodo di massimo splendore: i monaci svilupparono 30 metodi di combattimento studiando 25 animali e 5 elementi della natura.
Solo nel ventesimo secolo, il governo cinese conosce e apprezza l’arte marziale, che protegge e adatta alla sua visione di trasformazione della società cinese, conservandola come “patrimonio nazionale”.

TECNICHE
Il Wu-shu può essere praticato da chiunque (uomini, donne e bambini) e si esegue in una palestra o a contatto con la natura.

Il Kung Fu cino vietnamita, da me praticato, si divide in diversi stili:
·        Stili Vietnamiti e Võ Binh Dinh: caratterizzati da spostamenti, schivate e contrattacchi veloci.
·        Stili Cinesi divisibili in:
Shào Lin Nord: Gli stili praticati sono quelli animali: Drago, Tigre, Gru, Leopardo, Serpente.
Tàng Làng: lo stile della Mantide Religiosa. La tecnica è quella di imitare la mantide con le mani poste a imitazione delle zampe dell’insetto. Si richiedono doti di velocità e agilità.
Pa Kua Chuan: combinazioni di movimenti circolari e accumulo dell’energia.
La prima cosa che si impara quando si decide di entrare a far parte delle arti marziali è il saluto. Quello della scuola Feng Huang lo possiamo vedere in figura e il suo significato è riassumibile nella sottomissione dell’essere umano alla legge dell’Universo.
Nel Kung Fu, come nelle altre arti marziali, esistono dei gradi che vengono assegnati solo dopo aver eseguito un esame davanti a un giudice il quale, dopo l’esibizione dell’atleta, valuta la sua preparazione decidendo se assegnargli un grado superiore o fargli ripetere l’esame. Si inizia con la cintura bianca che viene “regalata” quando si acquista il Vò Phuc o Chimono. Poi si passa alla gialla, alla verde, alla marrone, all’azzurra, alla rossa che equivale alla nera e da qui si continua con i Dang che si susseguono da uno a otto.
Nel Kung Fu si studiano anche le armi tradizionali tra cui: il Long Gian (due bastoni uniti da una catena) e il Bong (bastone lungo solitamente fatto con canna di bamboo).
Durante le lezioni esiste una precisa disposizione degli atleti che si mettono in fila di fronte al Maestro se sono nella categoria dalle cinture bianche alle cinture azzurre, a sinistra del Maestro se sono cinture rosse o a destra se sono cinture superiori cioè dal 5° Dang in poi.
Come ogni arte marziale si rispetti, il Kung Fu possiede posizioni di base, tecniche di pugno, tecniche di parate, tecniche di caduta e tecniche di calcio.
Nelle tecniche di mano troviamo il pugno più semplice e più conosciuto: il pugno Thoi Son che sarebbe il pugno dritto eseguito con la stessa mano della gamba che si ha avanti in guardia.
Nelle tecniche di caduta troviamo invece la famosa caduta da Stuntman, che tecnicamente viene chiamata Te-Truoc e che consiste nel lanciarsi in avanti saltando uno o più ostacoli di varie dimensioni e rotolando con la spalla in modo da scivolare senza farsi male.







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