lunedì 5 dicembre 2011

Esercizi di latino introvabili !!! Parte 1

Necis quo valeat nummus, quem praebat usum?
Qui locus in Graecia tota tam sanctus fuit?
quid est somnus, nisi mortis imago?


- Non sai quanto valga una moneta, quale uso offra?
- Quale luogo in tutta la Grecia fu così sacro?
- Cos'è il sonno, se non l'immagine della morte?


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"Postquam Davus puerum ex atrio duxit, dominus "Haec omnia" inquit"facta sunt, quod Medus heri domo fugit nec hodie Marcum in ludum euntem et illinc redeuntem comitari potuit. Posthac Marcum sine comite ambulare non sinam. Cras Davus eum comitabitur; is certe bonus comes erit".


Dopoché Davo condusse il ragazzo fuori sall'atrio, il padrone disse: "Tutte queste cose sono state fatte, poiché ieri Medo fuggì da casa e oggi non poté accompagnare Marco che andava a scuola né che tornava di lì. D'ora in poi non consentirò che Marco cammini senza un compagno. Domani lo accompagnerà Davo. Lui di certo sarà un buon compagno,






1. Fama est scientiam certe rei militaris in Pyrrho tantam fuisse, ut cum Lysimacho, Demetrio, Antigono, tantis regibus, bella gerens, invictus semper fuerit.
2. Id si feceris, ego te sapienter fecisse iudicabo.
3. Peripatetici dolorem malum dicunt esse.
4. Stoici censent sapientes sapientibus etiam ignotis esse amicos.
5. Ostendi in omne pectus cadere virtutem.
6. Te puto Graecos aut Oscos ludos non desiderasse (desideravisse). 
7. Spero nos summa cum gloria aut certe sine molestia discessuros esse.
8. Verisimile non est odio fuisse parenti filium.

1. E' noto che la conoscenza d'arte militare fu certamente così grande in Pirro, che, combattendo guerre con Lisimaco, Demetrio, Antigono, con tanti re, fu sempre invitto.
2. Se farai ciò, riterrò che hai agito sapientemente.
3. I Peripatetici dicono che il dolore è un male.
4. Gli Stoici credono che i sapienti siano amici anche dei sapienti sconosciuti.
5. Ho mostrato che la virtù cade in ogni petto.
6. Penso che tu non abbia gradito gli spettacoli Greci o Oschi.
7. Spero che ci allontaneremo con somma gloria o almeno senza molestia.
8. Non è verosimile che il figlio fosse in odio al genitore.




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Exercitui et duci victori senatus triumphum decernebat.Sollemni cum ingressu dux in urbem intrabat,equi albi currum ducis trahebant;dux togam pictam et tunicam palmatam induebat, manu eburneum scipionem gerebat et in capite coronam lauream.Ante ducis currum captivi muti procedebant. Post currum milites, magno cum plausu:<Io,triumphe!> clamabant et carmina iocosa imperatori canebant non sine strepitu et cachinnis.Ante portas urbis senatores duci occurrebant et pompam triumphalem usque in Capitolium ducebant.Ibi sacerdotes alba hostias Iovi immolabant.




Il senato decretava il trionfo per l'esercito e il comandante vincitore. Il comandante entrava in città con un solenne ingresso, cavalli bianchi tiravano il carro del comandante, il comandante indossava una toga dipinta e una tunica ricamata, portava in mano un bastone d'avorio e in testa una corona di alloro. Davanti al carro del comandante procedevano i prigionieri silenziosi. Dopo il carro i soldati con grande applauso acclamavano "Evviva il trionfo" e cantavano canti giocosi al generale non senza strepito e risate. Davanti alle porte della città i senatori andavano incontro al geneale e conducevano la pompa trionfale fino al Campidoglio. Lì i sacerdoti immolavano vittime bianche a Giove.





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lusum discedit maecenas..... (a dormire) ego virgiliusque.
cornelius et vargunteius constituerunt ea nocte cum armatis hominibus sicuti.....(per salutare introire ad ciceronem.
.....8a mangiare venimus in triclinium.
o rem non modo ........( a vedersi) foedam sed etiam ....(a udirsi)


1) cubitum;
2) salutatum;
3) editum;
4) visu; auditu.




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mosca e la leonassa


Nella foresta una leonessa dorme all'ombra, una Mosca si avvicina timorosa: teme l'ira della leonessa. Ma all'improvviso la fiera muove la coda, allora la Mosca vola sul dirso della leonessa e dice:"certamente la piccola Mosca e' furba, supera la leonessa si alza e scaccia la molesta bestiola; la Mosca fugge terrorizzata, mentre la leonessa ride e dice:"vedi e' terrorizata da una serva della terra ed abbandona vergognosamente il regno".





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1Post pugnum copiae ad castra remeant quia fessae sunt
2 Alexander ad idium fluvium pervenire sperat : ergo graecos per loca deserta atque incognita ducit
4 ab africa in italian per hiberiam perveniunt poeni
5 De caelo signum mirum et inauditum descendit
3oppidani cibi aquarumque penuria iam diu laborant : ex oppido igitur legatos ad romanorum castra mittunt et inauditum descendit
6 sullae copiae porta collina roman intrat , via sacra ad capitolium scandunt , deinde in foro consistunt


1. Dopo la battaglia le truppe tornano nell'accampamento poiché sono esauste.
2. Alessandro spera di arrivare al fiume Idio: dunque conduce i Greci per luoghi deserti e sconosciuti.
4. I Cartaginesi giungono dall'Africa in Italia attraverso l'Iberia.
5. Dal cielo discende un segno straordinario e inaudito.
3. I cittadini soffrono già da un pezzo per la penuria di cibo e acqua: dunque inviano dalla città ambasciatori all'accampamento dei Romani
6. Le truppe di Silla entrano a Roma dalla porta Collina, salgono sul Campidoglio dalla via Sacra, poi si fermano nel foro.


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M. Aemilius Lepidus, qui est Porcina dictus, isdem temporibus fere quibus Galba, sed paulo minor natu et summus orator est habitus et fuit, ut apparet ex orationibus, scriptor sane bonus. Hoc in oratore Latino primum mihi videtur et levitas apparuisse illa Graecorum et verborum comprehensio et iam artifex, ut ita dicam, stilus. Hunc studiose duo adulescentes ingeniosissimi et prope aequales C. Carbo et Ti. Gracchus audire soliti sunt. Nam et Carbonis et Gracchi habemus orationes nondum satis splendidas verbis sed acutas prudentiaeque plenissimas. Fuit Gracchus diligentia Corneliae matris a puero doctus et Graecis litteris eruditus. Carbo optimus illis temporibus est patronus habitus eoque forum tenente plura fieri iudicia coeperunt.


Anche Marco Emilio Lepido, detto Porcina, quasi degli stessi tempi di Galba, ma un pò più giovane,venne ritenuto oratore sommo e fu, come si vede dalle sue orazioni, uno scrittore veramente buono. In questo oratore latino per la prima volta mi pare si sia manifestata sia la levigatezza (sottinteso: di linguaggio), sia la comprensione delle parole (sottinteso: proprie) dei Greci; e già, per così dire, lo stilo dell'artista. Lo ascoltavano con assiduità due giovani di altissimo talento e quasi coetanei. V. Carbone e T. Gracco. Infatti, sia di Carbone che di Gracco abbiamo orazioni non ancora sufficientemente ricche di parole, ma intelligenti e ripiene di saggezza. Gracco, per la cura di sua madre Cornelia, fin da fanciullo fu istruito anche nella letteratura greca. Carbone a quei tempi fu ritenuto un ottimo avvocato e, quando lui esercitava la professione forense, i processi iniziarono ad essere più numerosi





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1 Apud antiquos haec sententia viguit: ususomnium artium est magister optimus.
2 Ita patres,apud Lacedaemonios,filium adulescentem admonebant:<Assuesce,puer,manu stringere ferrum>. 
3 Mures domuum incolae sunt,praecique in agrestibus domibus.
4 In specubus,non in domibus,prisci homines vixerunt.
5 Non sunt utiles stomacho nimius potus et victus immoderatus.





1. Presso gli antichi rimase valida questa massima: l'uso di tutte le arti è un ottimo maestro.
2. Così i padri, presso gli Spartani, esortavano i figli: "Abituati, ragazzo, a stringere con la mano la spada".
3. I topi sono abitanti delle case, specialmente nelle case di campagna.
4. Nelle grotte, non nelle case, vissero gli antichi uomini.
5. Non sono utili allo stomaco il bere eccessivo e il mangiare smisurato.


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Analisi del testo 
Hic etsi crimine Pario est accusatus, tamen alia causa fuit damnationis. Namque Athenienses propter Pisistrati tyrannidem, quae paucis annis ante fuerat, omnium civium suorum potentiam extimescebant. Miltiades, multum in imperiis magnisque versatus, non videbatur posse esse privatus, praesertim cum consuetudine ad imperii cupiditatem trahi videretur. Nam Chersonesi omnes illos, quos habitarat, annos perpetuam obtinuerat dominationem tyrannusque fuerat appellatus, sed iustus. Non erat enim vi consecutus, sed suorum voluntate, eamque potestatem bonitate retinebat. Omnes autem et dicuntur et habentur tyranni, qui potestate sunt perpetua in ea civitate, quae libertate usa est. Sed in Miltiade erat cum summa humanitas tum mira communitas, ut nemo tam humilis esset, cui non ad eum aditus pateret, magna auctoritas apud omnes civitates, nobile nomen, laus rei militaris maxima. Haec populus respiciens maluit illum innoxium plecti quam se diutius esse in timore.

Hic etsi crimine Pario est accusatus: concessiva 
tamen alia causa fuit damnationis: principale 
Namque Athenienses propter Pisistrati tyrannidem ... omnium civium suorum potentiam extimescebant: principale 
quae paucis annis ante fuerat: relativa 
Miltiades ... non videbatur: principale
multum in imperiis magnisque versatus,: subordinata con participio
posse esse privatus: infinitiva (infinito con nominativo retto da videor) 
praesertim cum consuetudine ad imperii cupiditatem trahi: infinitiva 
videretur: coordinata alla principale
Nam Chersonesi omnes illos ... annos perpetuam obtinuerat dominationem: principale 
quos habitarat: relativa
tyrannusque fuerat appellatus, sed iustus: coordinata alla principale 
Non erat enim vi consecutus: principale 
sed suorum voluntate, eamque potestatem bonitate retinebat: coordinata alla principale 
Omnes autem et dicuntur: principale 
et habentur tyranni: coordinata alla principale 
qui potestate sunt perpetua in ea civitate: relativa 
quae libertate usa est: relativa 
Sed in Miltiade erat cum summa humanitas tum mira communitas: principale 
ut nemo tam humilis esset: consecutiva 
cui non ad eum aditus pateret magna auctoritas apud omnes civitates, nobile nomen, laus rei militaris maxima: : relativa 
Haec ... respiciens: subordinata con participio
populus maluit: principale 
illum innoxium plecti quam se diutius esse in timore: infinitiva






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1) Pernicies tibi paratur , forsan et miserae mihi (FEDRO)
2) Cleopatra sibi aspidem admisit et veneno eius excstinca est (EUTROPIO)
4) Massilienses portas Caesari clauserant , Albicos , barbaros homines , ad se vocaverant , frumentum ex finitimis regionibus atque ex omnibus castellis in urbem convexerant . 
5) Deus nobis haec otia fecit (VIRGILIO)
6) Omnium harum gentium praecipui Batavi non multum ex ripa (molto spazio dalla riva) sed insulam Rheni amnis colunt (TAC.)
7) Titus inter haec morte praeventus est , maiore hominum damno quam suo (SVET.)


1 Un danno è preparato per te e forse anche per me infelice.
Cleopatra si mise addosso un aspide e fu uccisa dal suo veleno.
4 I Massiliensi chiusero le porte a Cesare, chiamarono a sé gli Albici, uomini barbari, convogliarono frumento in città dalle regioni confinanti e da tutte le fortezze.
5 Dio fece per noi anche gli ozi.
6 I Batavi primi tra tutte queste genti non coltivano molto spazio dalla riva, ma l'isola del fiume Reno.
7 Tito tra queste cose fu anticipato dalla morte, danno più grande degli uomini che suo.
8 O dei, rendetemi questo in cambio della mia pietà.


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Atque ille septimo die postquam a Gaza
copias moverat in regionem Aegypti quam
nunc <<castra Alexandri>> vocant pervenit.

E quello, durante il settimo giorno
dopo che da Gaza l'esercito aveva mosso verso
la regione dell'Egitto che ora <<accampamento di Alessandro>>
chiamano, arrivò.





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-Analizzare i verbi: (tempo e modo)
-Analisi del periodo (es: proposizione comparativa, consecutiva, infinitiva e relativa), ablativo assoluto ecc.


In castris Pompei videre licuit trichilas stratas, magnum argenti pondus expositum, recentibus caespitibus tabernacula constrata, Lucii etiam Lentuli et nonnullorum tabernacula protecta edera, multaque praeterea, quae nimiam luxuriam et victoriae fiduciam designarent, ut facile existimari posset nihil eos de eventu eius diei timuisse, qui non necessarias conquirerent voluptates. At hi miserrimo ac patientissimo exercitu Caesaris luxuriem obiciebant, cui semper omnia ad necessarium usum defuissent. Pompeius, iam cum intra vallum nostri versarentur, equum nactus decractis insignibus imperatoris decumana, porta se ex castris eiecit protinusque equo citato Larissam contendit. Neque ibi constitit, sed eadem celeritate paucos suos ex fuga nactus, nocturno itinere non intermisso, comitatu equitum triginta ad mare pervenit navemque frumentarium conscedit, saepe, ut dicebatur, querens tantum se opinionem fefellisse, ut, a quo genere hominum victoriam sperasset, ab eo initio fugae facto paene proditus videretur.




In castris Pompei videre licuit trichilas stratas: principale 
magnum argenti pondus expositum, recentibus caespitibus tabernacula constrata, Lucii etiam Lentuli et nonnullorum tabernacula protecta edera, multaque praeterea: coordinate alla principale con videre licuit sottinteso 
quae nimiam luxuriam et victoriae fiduciam designarent: subordinata relatva 
ut facile existimari posset: subordinata finale
nihil eos de eventu eius diei timuisse: infinitiva 
qui non necessarias conquirerent voluptates: subordinata relativa 
At hi miserrimo ac patientissimo exercitu Caesaris luxuriem obiciebant: principale 
cui semper omnia ad necessarium usum defuissent: subordinata relativa 
Pompeius ... equum nactus decractis insignibus imperatoris decumana, porta se ex castris eiecit: principale
iam cum intra vallum nostri versarentur: cum narrativo
protinusque equo citato Larissam contendit: coordinata alla principale
Neque ibi constitit: principale
nocturno itinere non intermisso: ablativo assoluto
sed eadem celeritate paucos suos ex fuga nactus ... comitatu equitum triginta ad mare pervenit:coordinata alla principale 
navemque frumentarium conscedit: coordinata alla principale 
ut dicebatur: incidentale
saepe ... querens: subordinata con participio 
tantum se opinionem fefellisse: infinitiva 
ut ... ab eo initio fugae facto paene proditus videretur: subordinata consecutiva
a quo genere hominum victoriam sperasset: interrogativa indiretta


Verbi:

videre: infinito presente 
licuit: indicativo perfetto 
expositum ... constrata... protecta: participi perfetti
designarent: imperfeto congiuntivo
existimari: infinito presente passivo
posset: imperfetto congiuntivo 
timuisse: infinito perfetto attivo 
conquirerent: imperfetto congiuntivo 
obiciebant: indicativo imperfetto 
defuissent: congiuntivo piuccheperfetto 
versarentur: congiuntivo imperfetto 
nactus e decractis: participi perfetti 
eiecit: inficativo imperfetto 
contendit: inficativo imperfetto 
constitit: inficativo imperfetto 
nactus: participio perfetto 
intermisso: participio perfetto 
pervenit: indicativo perfetto 
conscedit: indicativo perfetto
dicebatur: indicativo imperfetto passivo 
querens: participio presente 
fefellisse: infinito perfetto attivo 
sperasset: congiuntivo piuccheperfetto 
videretur: congiuntivo imperfetto




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Dal latino all'italiano:
1. Sedularum ancillarum diligantia dominis laetitiae causa erat.
2. In silvis saepe arae dearum sunt: pro deis matronae hostias parant atque mactant.
3. Incolarum sapientia at industria Graeciae gloriae causa erant.
4. Graeciae incolae pugnas cum Persis pro patria et familiarum vita pugnabant.

Dall'italiano al latino:
-La crudele avidità dei pirati è causa di sciagura per gli abitanti della bella isola.




1. La diligenza delle operose ancelle era motivo di gioia per i padroni.
2. Spesso nei boschi ci sono gli altari delle dee: per le dee le matrone preparano e sacrificano vittime.
3. La saggezza e l'operosità degli abitanti era motivo di gloria per la Grecia.
4. Gli abitanti della Grecia combattevano battaglie per la patria e la vita delle famiglie.




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mario sperava che i cimbri e i teutoni sarebbero stati vinti facilmente da tutte le sue legioni


Marius sperabat Cimbros et Teutones facile ab omnibus legionibus suis victum iri.




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Imperator Augustus pacis amans fuit sed interdum contra hostes bella suscepit.Romanorum duces saepe victores fuerunt; sed olim,in Germania,Quintilius Varus,Romanorum dux,cum ingentibus copiis gravem accepit cladem.Varus enim,crudeli et iniusta administratione,odium Germanarum gentium contra Romanos excitavit et Arminius,fortis peritusque princeps Germanorum,omnium pagorum incolas congregavit,contra milites legionum Romanarum strenue pugnavit et acri proelio superavit.Ubi fama hostium victoriae in urbem Romam pervenit,Augustus,dolore amens,in regiae conclavibus-ut antiqui scriptores tradunt-ita magna voce clamabat:<Vare,Vare,redde legiones meas>.


L'imperatore Augusto fu amante della pace ma talvolta intraprese guerre contro i nemici. I comandanti dei Romani furono spesso vittoriosi; ma un giorno, in Germania, Quintilio Varo, comandante dei Romani, con grandi truppe ricevette una grave sconfitta. Varo infatti, a causa di un'amministrazione crudele e ingiusta, suscitò l'odio dei Germani nei confronti dei Romani e Arminio, forte ed abile capo dei Germani, riunì gli abitanti di tutti i villaggi, combatté strenuamente contro i soldati delle legioni Romane e le vinse in un violento combattimento. Quando la notizia della vittoria dei nemici giunse nella città di Roma, Augusto, delirante per il dolore, nelle stanze della reggia - come tramandano gli antichi storici - gridava così a gran voce: "Varo, Varo, rendimi le mie legioni".





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1. Caesar quinque cohortes castris praesidio relinquit.
2. Hostium exercitus ex tribus legionibus et viginti milibus peditum constabat.
3. Hostes terga vertunt: equites fugientibus occurrunt.
4. Virtus omnino amans sui est.
5. Omnia quae ventura sunt in incerto iacent.
6. Stultus est qui empturus equum non ipsum inspicit sed stratum eius a frenos.
7. Scio ea, quae dicturus sum, omnibus nota esse.
8. Demens est qui timet quod non passurus est.
9. Silva vasta erat, qua Romanorum dux exercitum traducturus erat.
10. Xerxes otoginta milia militum missurus erat, ut Graei inopinato bello opprimerentur.

1. Cesare lasciò 5 coorti a difesa dell'accampamento.
3. I nemici voltano le spalle; i cavalieri corrono contro i fuggitivi.
4. Certo, la virtù ama se stessa.
5. Tutte le cose che stanno per accadere giacciono nell'incerto vive (protinus).
6. È stolto colui che avendo intenzione di comprare un cavallo non esamina (il cavallo) in sé, bensì la sua gualdrappa e le briglie.
7. So che, le cose che dico e che sto per dire, sono note a tutti.
8. Stupido è chi deme ciò che non è destinato a sentire.
9. C'era una gran foresta, attraverso la quale doveva passare l'esercito.


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Videor ergo demonstrare tibi posse Iulium Genitorem. Amatur me; iudicio tamen meo non obstat caritas hominus, quae ex iudicio nata est. Vir est emendatus et gravis, paulo etiam horridior et durior, ut inc hac licentia temporum. 
Quantum eloquentia valeat , pluribus credere potes, nam dicendi facultas aperta et exsposita statim cernitur; vita hominum altos recessus mgnasque latebras habet, quius pro Genitore me sponsorem accipe.

Mi sembra dunque di poterti presentare Giulio Genitore. E' apprezzato da me ; tuttavia al mio giudizio non si oppone l'affetto per l'uomo, che è nato dal mio giudizio. E' un uomo corretto e serio, e anche un po' troppo spaventoso e rigido, paragonato a questa libertà di tempi. Puoi credere a molti, quanto sia valente per eloquenza, infatti si scorge subito una chiara e aperta capacità di parola ; ha alti anfratti e grandi nascondigli la vita umana, di cui per Genitore accetta me come "sponsor".

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1. Belgae magna cum audacia hastas saggittasque parant nec germanorum (= dei germani ) copias timent
2. non solum chitara sed etiam lyra poetae convivas delectant
3. musae litterarum atque artium (= delle arti ) patronae sunt
4. agricolarum industria etiam a poetis celebratur
5. flammae admodum ( avv. ) periculosae sunt, tamen etiam flammae aqua sedantur

1. I Belgi con grande audacia preparano lance e frecce e non temono le truppe dei Germani.
2. I poeti dilettano i commensali non solo con la cetra, ma anche con la lira.
3. Le Muse sono le protettrici delle lettere e delle arti.
4. L'operosità dei contadini è celebrata anche dai poeti.
5. Le fiamme sono alquanto pericolose, tuttavia anche le fiamme sono sedata con l'acqua.


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