giovedì 8 dicembre 2011

Esercizi di latino introvabili !!! Parte 3

-----------------------------------------------------------------------------------------

1 la stirpe dei Cesari si estinse con Nerone
Caesarum genus in Nerone defecit

2 Tutte le popolazioni della Spagna passarono dalla parte dei Romani
Omnes Hispaniae gentes ad Romanos defecerunt

3 I galli disperarono di ogni salvezza
Galli omnem spem desperaverunt

4 Mallio per primo era passato dai Patrizi ai Plebei
Manlius primus a patriciis ad plebeios defecerat
5 Proprio il re sfuggì di mano
rex ipse effugit



-----------------------------------------------------------------------------------------



1. Eos, quorum verba sincera sunt, amicos puto.
2. Caesar copias omnes, quas pro oppido conlocaverat, in oppidum recepit.
3. In eis erat Sempronia, quae multa saepe virilis audaciae facinora commiserat.
4. Illa, quam tu vivis, non est vita.
5. Graeci regem illum vocabant qui consulebat ut parens populo conservabatque eos, quibus erat praepositus, in quam optima condicione vivendi.
6. Non qui parum habet, sed qui plus cupit pauper est.
7. Hoc quidem praeceptum, cuiscumque est, ad tollendam amicitiam valet.
8. Post hunc Claudius fuit, patruus Caligulae, Drusi, qui apdum Magantiacum monumentum habet, filius.
9. Saepe redeo ad Scipionem, cuius omnis sermo erat de amicitia.
10. Quaecumque mens illa fuit, viri probi fuit.
11. Ille, ubicumque est, quodcumque agit, renidet.
12. Quidquid est, id verum est.
13. Levis est Fortuna: cito reposcit quod dedit.
14. Firmamentum stabilitatis constantiaeque eius, quam in amicitia quaerimus, fides  est.
15. Ingratus est qui beneficium accepisse negat, quod accepit.


1. Ritengo amici quelli le cui parole sono sincere.
2. Cesare ritirò in città tutte le truppe che aveva collocato in sua difesa.
3. Tra quelle c'era Sempronia, che spesso aveva commesso molte azioni degne di virile audacia.
4. Quella che tu vivi non è vita.
5. I Greci chiamavano re colui che, come un genitore, si prendeva cura del popolo e custodiva coloro ai quali era stato preposto, nel modo migliore possibile.
6. E' povero non chi ha poco, ma chi desidera di più.
7. Certamente questo precetto, di chiunque sia, serve a distruggere un'amicizia.
8. Dopo costui ci fu Claudio, zio di Caligola, figlio di Druso, che ha un monumento presso (non trovo 'Magantiacum' ricontrolla!)
9. Spesso torno da Scipione, del quale ogni discorso è sull'amicizia.
10. Qualunque fu quel progetto, fu di un uomo buono.
11. Egli, ovunque sia, qualsiasi cosa faccia, sorride.
12. Qualunque cosa sia, è vero.
13. La Fortuna è incostante: rapidamente reclama ciò che ha dato.
14. Il fondamento della sua stabilità e costanza, che cerchiamo nell'amicizia, è la lealtà.
15. E' ingrato chi nega di aver ricevuto un beneficio che ha ricevuto.


-----------------------------------------------------------------------------------------


Post Romolum Numa rex declaratus est. Is iure legibusque ac moribus urbem condidit. Ut mitigaret ferocem populum armorum desditudine, Iani templum, indicem pacis bellique fecit. Ne luxuriarent otio animi civibus deorum metum iniecit. Simulavit congressus nocturnos cum dea Egeria; eius monitu sacra acceptissima dis instituit, sacerdotes suos sacris praefecit. Flaminem Iovi adsiduum sacerdotem creavit ignisque eum veste et curuli regia sella adornavit. Ei duos flamines adiecit, Marti unum, alterum Quirino, virginesque Vestae legit. Salios item duodecim Marti Gradivo legit. Pontificem deinde Numa Marcium Marci filium ex partibus legit eique sacra omnia exscripta exsignataque attribuit. Cetera quoque omnia publica privataque sacre pontificis sitis subietic.

Dopo Romolo fu fatto re Numa. Costui fondò la città su leggi e costumi secondo ildiritto. Per mitigare il feroce popolo dei Romani con la desuetudine delle armi, rese il tempio di Giano indizio di pace e di guerra. Affinché gli animi dei cittadini non eccedessero nell'ozio, infuse nei cittadini terrore degli dei. Finse incontri notturni con la dea Egeria; su ammonimento di lei istituì riti sacri graditissimi agli dei, e assegnò ai riti i loro sacerdoti. Creò un sacerdote perpetuo, il flamine per Giove, e lo adornò di una veste insigne e della sella curule regale. A lui affiancò due flamini, uno per Marte e uno per Quirino, e scelse delle vergini per Vesta. Scelse anche dodici Sali per Marte Gradivo. Infine scelse tra i senatori il pontefice Numa Marcio figlio di Marco e a lui attribuì tutte le cose sacre. Subordinò al pontefice anche tutte le altre cerimonie pubbliche e private.

-----------------------------------------------------------------------------------------

Multa oppida Helvetiorum ac loca valde munita a Romanis oppugnatur.
Molte cittadelle degli Elvezi e luoghi fortemente difesi sono espugnati dai Romani.

Prae turba vivorum ac feminarum amicum meum in foro non video.
A causa della grande folla di uomini e donne non ho visto il mio amico nel foro.

Propter eximiam sapientiam magistrum discipuli celebrant.
Gli allievi celebrano il maestro per la ( sua ) mirabile saggezza.

Romanum imperium a Romulo, Rheae Silviae filio, exordium habet.
L'impero ( il dominio ) romano ha inizio da Romolo, figlio di Rea Silvia.

Veni,puer, ac fercula ministra .
Vieni, fanciullo, e servi le portate ai commensali.

Negotia in foro gerit, domi in otio manet vir romanus.
L'uomo romano nel foro conduce trattative, a casa rimane in ozio.

In familia romana liberi libros ac litteras, servi agros culunt.
Nella famiglia romana i figli coltivano (si dedicano) i libri e la letteratura, i servi (coltivano) i campi. 



-----------------------------------------------------------------------------------------

-Aiutandoti con la traduzione scrivi se tra la reggente d la subordinata al congiuntivo c'è un rapporto temporale di Contemporanietà "C" o Anteriorità "A"; Poi completa le frasi coniugando le frasi coniugando nel tempo opportuno del congiuntivo il verbo tra parentesi.

1. Cum ..... (scribo) haec, Attice, de salute non de victoria cogito. ( )
Mentre scrivo queste cose, o Attico, penso alla salvezza, non alla vittoria.

2Tarquinius Superbus, cum .... (impero) annos quattuor et viginti,fugit. ( )
Tarquinio il Superbo, dopo aver regnato ventiquattro anni, fuggi. 

3Cum.... (cognosco) tuam fidem, amice mi, tibi omnia mea commendo. ( )
Visto che ho conosciuto la tua buona fede,amico mio, ti affido tutte le mie cose.

4Thrasybulus, cum Philen.....(confugio), secum habebat solum triginta de suis. ( )
Trasibulo, mentre fuggiva a File, aveva con sé solo trenta dei suoi.

5 Helvetii, cum Caesar eos suum adventum exspectare......(iubeo), paruerunt. ( )
Gli Elvezi,poichè Cesare aveva ordinato loro di aspettare il suo arrivo,obbedirono.

6 Cum silentium.... (impono), nuntius loquitur sine intermissione. ( )
Dopo aver imposto il silenzio,l'ambasciatore parla ininterrottamente.

7 Cum Caesaris copiae Gallorum castra...(obsideo),equites Arveni ad auxilium convenerunt. ( )
Mentre le truppe di Cesare assediavano l'accampamento dei Galli,i cavalieri Arveni vennero in loro aiuto.

8Consul, cum pontem...... (aedificio),copias trans Tiberim transportavit.
Dopo aver costruito un ponte, il console trasportò le truppe oltre il Tevere.

1 C scribam
2 A imperavisset
3 A cognoverim
4 C confugeret
5 A iussisset
6 A imposuerit
7 C obsiderent
8 A aedificavisset

-----------------------------------------------------------------------------------------

Traduci il cum e congiuntivo prima con il gerundio,poi con una subordinata esplicita causale o temporale.

1 Cum animadverteret hostes se necaturos esse,statim fugam temptare voluit.
2 Constantino imperatori, cum contra Massentium pugnet,crux splendens in caelo apparet.
3Cum recens convaluerim, domi manebo.
4Galli, cum Appenninos montes transivisset, Romam appropinquabant.
5Cum vita sine amicis tristis sit, ratio ipsa monet amicitias comparare.

1. Accorgendosi che i nemici l'avrebbero ucciso, volle subito tentare la fuga / Poiché si accorse che i nemici l'avrebbero ucciso, volle subito tentare la fuga.

2. All'imperatore Costantino, combattendo contro Massenzio, appare in cielo una croce splendente / All'imperatore Costantino, mentre combatteva contro Massenzio, appare in cielo una croce splendente.

3. Essendo guarito da poco, resterò a casa / Poiché sono guarito da poco, resterò a casa.

4. I Galli, avendo attraversato i monti Appennini, si avvicinavano a Roma / I Galli, dopo aver attraversato i monti Appennini, si avvicinavano a Roma.

5. Essendo triste la vita senza amici, la ragione stessa ci esorta a procurarci amicizie / Poiché la vita è triste senza amici, la ragione stessa ci esorta a procurarci amicizie.

-----------------------------------------------------------------------------------------

"Domita subactaque Italia populus Romanus prope quingentensimum annum agens cum bona fide adolevisset, si quod est robur, si qua iuventas, tum ille vere robustus et iuvenis par1 orbi terrarum esse coepit.Ita — mirum et incredibile dictu — qui prope quingentis annis domi luctatus est — adeo difficile fuerat dare Italiae caput — his ducentis annis qui secuntur Africam, Europam, Asiam, totum denique orbem terrarum bellis victoriisque peragravit. 
Igitur victor Italiae populus Romanus cum ad fretum usque venisset, more ignis, qui obvias populatus incendio silvas interveniente flumine abrumpitur, paulisper substitit.Mox cum videret opulentissimam in proximo praedam quodam modo Italiae suae abscissam3 et quasi revolsam, adeo cupiditate eius exarsit, ut, quatenus nec mole iungi nec pontibus posset, armis belloque iungenda et ad continentem suam revocanda bello videretur."


sottomessa e vinta l'italia , trascorsi quasi 500 anni, poichè il popolo romano si ingrandiva con considerevole autorità , se qualcosa è solidità e giovinezza allora davvero (il popolo romano) cominciò ad essere vigoroso e giovane e pari a tutto il mondo. così straordinario e incredibile a dirsi, quello che combattè x 500 anni in patria, talmente difficile fu dare testa all'italia, in questi 200 anni ha raggiunto l'africa, l'europa, l'asia, tutto il mondo con le guerre e si espande con le vittorie.
quindi il popolo romano, vincitore in italia, essendo giunto fino allo stretto, che come il fuoco, dopo aver distrutto le foreste esposte all'incendio è interrotto dal fiume che attraversa, per breve tempo si fermò. subito dopo, vedendo la preda ricchissima nelle vicinanze separata e per così dire staccata dalla sua italia, a tal punto arse per la sua cupidità che, poichè non poteva essere collegata nè con un molo nè con dei ponti,sembrò giusto che era da collegare con la guerra e con le armi e richiamata al suo continente con la guerra



-----------------------------------------------------------------------------------------

Romae incolae Fortunam colebant et deam velut feminam cum infula effingebant.In dextra cornucopiam tenet ac pecuniam, opulentiam,gloriam et potentiam fortuito spargit.
Fortuna enim caeca est,iustitiam omnimo ignorat misericordiae non obtemperat.
Nunc bona et prospera, nunc mala et adversa apparet:matronae igitur puellaeque Fortunam celebrant, aras dicant et deae benevolentiam invocant.
Sed raro Fortuna vitam beatam parat,saepe inimicitiarum atque invidiae causa est.
Itaque si opulentiam desideratis,puellae,industriam,prudentiam,diligentiam colite!

Gli abitanti di Roma veneravano la Fortuna e rappresentavano la dea come una donna con una benda. Nella mano destra tiene una cornucopia e sparge a caso denaro, abbondanza, gloria e potenza. La Fortuna infatti è cieca, ignora completamente la giustizia e non obbedisce alla misericordia. Ora appare buona e propizia, ora malvagia e ostile: dunque le matrone e le fanciulle celebrano la Fortuna, le dedicano altari e invocano la benevolenza della dea. Ma raramente la Fortuna procura una vita beata, spesso è causa di rancori e invidia. Perciò se desiderate la ricchezza, fanciulle, coltivate l'operosità, la prudenza, la diligenza!


-----------------------------------------------------------------------------------------


Aiuto divino per i Romani in guerra.
Cum bello Sabino, quod virginum raptarum gratià commissum est,Romani portam quae sub radicibus Collis Viminalis erat, quae postea ex eventu lanualis vocata est,claudere festinarent,quia in ipsam hostes ruebant, postquam est clausa, mox sponte pansa est; cumque iterum ac tertio idem contigisset, armati plurimi prò limine, quia claudere non poterant, custodes steterunt, cumque ex alia parte acerrimo proelio certaretur, subito compertum est fusos a Tatio nostros esse. Quam ob causam Romani, qui aditum protegebant, territi profugerunt. Cumque Sabini per portam patentem irrupturi essent, ex aede Iani per hanc portam magna vis torrentium erupit, multaeque hostium catervae raptae sunt. Eà re placìtum est ut belli tempore, velut si Ianus ad urbis auxilium veniret, fores templi reserarentur.



Quando cominciò la guerra Sabina, a causa del rapimento delle ragazze, i Romani si affrettarono a chiudere la porta che si trovava ai piedi del Colle Viminale, che successivamente all'evento fu chiamata Ianuale, dato che in essa irrompevano i nemici; ma dopo che fu chiusa, subito si aprì da sola; quando si verificò la stessa cosa di nuovo e per tre volte, molti armati si disposero di guardia davanti alla soglia , dato che non avevano potuto chiuderla, quando all'improvviso si venne a sapere che da un'altra parte, combattendo in un acerrimo combattimento, i nostri erano stati sbaragliati da Tazio. Per tale ragione i Romani, che proteggevano l'ingresso, fuggirono atterriti. E mentre i Sabini stavano per irrompere attraverso la porta aperta, dal tempio di Giano irruppe attraverso questa porta una grande forza di acquacorrente, e molte schiere di nemici furono travolte. Per questo fatto si decise che, in tempo di guerra, come se Giano dovesse venire in soccorso della città, le porte del tempio rimanessero aperte.




-----------------------------------------------------------------------------------------


Ubi primum in hostium finibus castra posuit, legati ad eum speculatum venerunt.
Quando per primo pose l'accampamento nei confini dei nemici, gli ambasciatori vennero per osservarlo.

Rhodii gratulatum de victoria Romanorum purgatumque civitatis crimina venerunt.
I Rodi vennero per congratularsi della vittoria dei romani e per purificare i crimini della città.

Philippus Aegiis a Pausania, cum spectatum ludos iret, iuxta theatrum occisus est.
Filippo da Pausania fu ucciso fuori dal teatro, andando a vedere gli spettacoli.

Legati venerunt questum iniurias et ex foedere ex repetitum.
Gli ambasciatori (legati) vennero per lamentarsi delle offese e chiedere di fare un patto.


-----------------------------------------------------------------------------------------


1. Romanae spatium urbis et orbis idem fuit.
2. Terra salutares herbas easdemque nocentes nutrit.
3. Terentia tibi et saepe et maximas agit gratias: id est mihi gratissimum.
4. Mea sponte pridie hoc feceram. 
5. Illa erit consolatio maxima, si una erimus.
6. Ho miserius, turpius, indignius nobis nihil fuit.
7. Cato horum bellorum duces non nominavit, sed sine nominibus res notavit.
8. Istud quoque ab Epicuro dictum est: si ad naturam vives, numquam eris pauper; si ad opiniones, numqueam eris dives.
9. Haec mulier genere atque forma, praeterea viro liberisque satis fortunata fuit.
10. Hunc mihi anulum ancilla dedit.
11. Ille medius solio avito consedit.
12. Huius facta, illius dacta cives laudant.
13. Noster ille Ennius sanctos appellat poetas.
14. Hoc quidem omnes mortales et intellegunt et re probant.
15. Hoc mihi satis est: cotidie aliquid ex vitiis meis demere.


1. La grandezza della città di Roma e del mondo fu la stessa.
2. La terra nutre piante utili e allo stesso tempo nocive.
3. Terenzia ti ringrazia spesso e moltissimo: ciò mi è graditissimo.
4. Il giorno prima avevo fatto ciò di proposito.
5. Quella sarà la più grande consolazione, se saremo insieme.
6. Per noi niente fu più meschino, più turpe e più indegno di questo.
7. Catone non nominò i comandanti di queste guerre, ma annotò gli avvenimenti senza nomi.
8. Anche questo è stato detto da Epicuro: se vivrai secondo natura, non sarai mai povero; se (vivrai) secondo le opinioni, non sarai mai ricco.
9. Questa donna fu fortunata per stirpe e aspetto, abbastanza inoltre per marito e figli.
10. L'ancella mi diede questo anello.
12. I cittadini lodano di questo i fatti, di quello le parole (dIcta).
13. Quel nostro Ennio chiama i poeti santi.
14. Certamente tutti i mortali capiscono ciò e lo provano nella realtà.
15. Mi è sufficiente questo: eliminare ogni giorno qualcuno dei miei vizi.


-----------------------------------------------------------------------------------------

Gallia divisa est in partes tres;unam Belgae,aliam Aquitani, tertiam Celtae incolunt.Lingua,institutis,moribus omnes inter se differunt.Celtas ab Aquitanis Garumna flumen,a Belgis Matrona et Sequana dividit.Belgae quod ab humanitate provinciae absunt,sunt omnium Gallorum fortissimi.Helvetii quoque reliquos virtute praecedunt et cum Germanis cotidianis proeliis contendunt.Belgae extremam Galliae partem obtinet;pertinent ab inferiorem partem fluminis Rheni.

La gallia è divisa in 3 parti; una è abitata dai belgi, l'altra dagli aquitani e laterza dai celti.Ognuno (ciascun popolo) differisce per la lingua, le istituzioni, i costumi. Il fiume garunna divide i celti dagli aquitani, la marna e sequana(la senna) (2 fiumi) li dividono dai belgi. Anche gli elvezi precedono (sono superiori)ai restanti per virtù(coraggio, valore) e conducono battaglie quotidiane contro i germani. I belgi occuparono l'ultima parte della gallia, appartengono alla parte inferiore del fiume Reno.

-----------------------------------------------------------------------------------------

1) Filiae meae nunc miserae sunt
2) Magna laetitia est
3) Nam contumeliae lacrimarum causa sunt
4) Provinciae asiae divitiae clarae sunt
5) Poetae fama sic parva est
5) Maestitiae causa est
6) Historia igitur magistra vitae
7) insula sicilia nautarum patria est 
8) roma luxuriae magista est 
9) dearum aris agna hostia parva est
10) culpa non mea,sed tua
11) Sempronia, bona puella, Corneliae filia est
12) vera fama est
13) fortuna enim caeca est

1) Adesso le mie figlie sono tristi
2) Grande è la gioia
3) Spesso le ingiurie sono causa di lacrime
4) Famose sono le ricchezze della regione d'Asia
5) Modesta appare la fama del poeta 
6) Egli è causa di dolore.
7) L'isola di Sicilia è la patria dei marinai
8) Roma è maestra di lussuria 
9) Il piccolo agnello, vittima sacrificale, si trova sugli altari degli dei
10) La colpa non è mia, ma è tua
11) Sempronia, bella fanciulla, è la figlia di Cornelia
12) La notizia è vera
13) Talvolta la fortuna è cieca

-----------------------------------------------------------------------------------------

Aquitus in Latio innummeri pagi erant inter densas silvas pelagusque. In pagis non splendida aedificia, sed causae luteae erant. Pagorum incolae plerumque aricolae erant; vitam parcam et modestam sed valde serenam degebant, divitias et vitae urbanae oblectamenta ignorabant, sed belli pericula timere non debebant. In medio pago stabat forum: ibi mane agricolae conveniebant ex agris; gerebant et vendebant non solum poma, vinum, oleum, fumentum, sed etiam agnos, haedos vitulosque. Apud aediculam dei Mercuri, mercaturae patroni, surgebant tabernae, ubi advenae edebant atque bibebant. Apud forum etiam fumidae officinae erant, ubi fabri ferrum et metalla fundebant et tractabant. In foro incolae negotia et commercia egebant; in Mercuri ara teneros agnos immolabant et primitias mercaturae deo praebebant. Post commercia viri in tabernas coneveniebant, ubi horas serenas quieto animo degebant, vinum bibebant et alea ludebant.

Anticamente nel Lazio c'erano numerosi villaggi tra i fitti boschi e il mare. Nei villaggi non c'erano splendidi edifici, ma case di argilla. Gli abitanti dei villaggi erano soprattutto contadini, conducevano una vita parca e modesta ma molto serena, ignoravano le ricchezze e i piaceri della vita cittadina, ma non dovevano temere i pericoli di guerra. In mezzo al villaggio stava la piazza: lì di mattina si radunavano i contadini dai campi, portavano e vendevano non solo frutti, vino, olio, frumento, ma anche agnelli, capretti e vitelli. Presso il tempietto del dio Mercurio, signore del commercio, sorgevano taverne, dove i viandanti mangiavano e bevevano. Vicino alla piazzac'erano anche botteghe, dove i fabbri fondevano e lavoravano ferro e metalli. Nella piazza gli abitanti trattavano affari e commerci; nel tempio di Mercurio immolavano teneri agnelli e offrivano al dio le primizie del mercato. Dopo il commercio gli uomini si riunivano nelle taverne, dove trascorrevano ore serene con animo tranquillo, bevevano vino e giocavano a dadi.

-----------------------------------------------------------------------------------------

stituzione della dittatura :
anno nono post reges eactos , gener Tarquinii regis iniuriam in socerum vindicare exoptabat atque exercitum ingentem collegerat.Tum,in imminenti periculo,romae nova dignitas creata est et dictatura appellata est ; magister equitum quoque factus est sub imperio dictatoris. Institutus est dictator decem(indeclinabile =dieci)fere annis post primos consules atque in instanti necessitate consules potestate superabat . Id genus imperii proximum est regiae potestati , atque sub dictaturae nomine multos post annos Caesar et Augustus Octavianus regnaverunt . Dictator autem Romae primus fuit T.Larcius , magister equitum primus Sp.Cassius . (Eutropio)

nel nono anno dopo la cacciata dei re, il genero di Tarquinio desiderava vendicare l'oltraggio nei confronti del suocero e aveva radunato un ingente esercito. Allora, nell'imminente pericolo, a Roma fu creata una nuova carica e fu chiamata dittatura. Sotto l'autorità del dittatore fu eletto anche il comandante della cavalleria. Fu istituito un dittatore quasi 10 anni dopo i primi consoli e in caso di necessità superava in potere i consoli. Questo tipo di potere è vicino alla potestà regia e sotto il nome della dittatura molti anni dopo regnarono Cesare e Ottaviano Augusto. Ma il primo dittatore a Roma fu T. Larcio, il primo comandante della cavalleria fu Spurio Cassio.

-----------------------------------------------------------------------------------------


Divitiae non causa vitae beatae sunt, sed contra saepe curas et multas aerumnas (aerumna, ae = fatica, pena) secum (= con sé, complemento di compagnia) portant, quia (= poiché) causa invidiae, avaritiae, discordiarum sunt. Saepe divitias non industria et perseverantia et patientia parant, sed fortuna. Nos (= noi, nominativo plur.) fortunam feminam appellamus, quia caeca at varia est. Fortuna iustitiam ignorat, misericordiam non curat, nunc secunda nunc adversa est. Iustitia, contra, industria, perseverantia, patientia semper fidae et fructuosae sunt. Antiquitus Fortuna magna dea erat.m


La ricchezza non è causa di una vita felice, ma al contrario spesso porta con sé preoccupazioni e molte pene, poiché è causa di invidia, avarizia e discordie. Spesso non l'operosità, la perseveranza e la pazienza procurano la ricchezza, ma la fortuna. Noi chiamiamo la fortuna donna perché è cieca e mutevole. La fortuna ignora la giustizia, non si cura della misericordia, ora è favorevole ora è avversa. La giustizia, al contrario, l'operosità, la perseveranza, la pazienza sono sempre fidate e fruttuose. Anticamente la Fortuna era una grande dea.


-----------------------------------------------------------------------------------------

1) Sardinia Italiae clara insula est
2) Iulia,Claudiae filia,pulchra puella est
3) Sic audacia cum multis minis magnae victoriae aut magnae ruinae causa est
4) De Romae gloria multae historiae sunt
5) Domina mala magna ruina est
6) Misera columba acquilae praeda est

La Sardegna è una famosa isola dell'Italia.
Giulia, figlia di Claudia, è una bella ragazza.
Così l'audacia con molte minacce è causa di grande vittoria o di grande rovina.
Molte sono le storie riguardo alla gloria di Roma.
Una donna cattiva è una grande rovina.
La sventurata colomba è preda dell'aquila.

-----------------------------------------------------------------------------------------
1. caesarem olim immolantem Spurinna haruspex monuit ut caveret periculum quod non ultra Martias Idus proferretur
2. Melius ei cavere volo quam ipse aliis cavere solet
3. Tempera acetum melle!
4. Linguae tempera!
5. Sapientis animus semper vacat vitio
6. dimissis per agros nuntiis, sibi quemque consulere iussit
7. Catilina et Milo et Verres et Antonius Ciceroni hanc famam circumdederunt
8. Mihi populus Romanus universus illa in contione non unius diei gratulationem, sed aeternitatem immortalitatemque donavit
9. Haud equidem ullius civis fortunae invideo
10. Asiae civitates parum moenibus armisque ac iuventuti fidebant
11. Alter causae confidit, alter diffidit
12. M. Marcellus non solum in eo bello sociis consuluit, verum etiam hostibus devictis temperavit
13. multis propter sapientiam, multis propter iustitiam invidetur
14. Decimi Bruti opera, consilio, virtute incredibilique studio, rei publicae difficillimo tempore subventus est
15. Interclude inimicis commeatum!
16. Domitianus, temperans a labore, pedibus per urbem raro ambulavit, at lectica vel raeda assidue vectus erat
17. Peregrinationem facientibus sibi non cavere et aliis consilium dare stultum est
18. At nostri milites, repentino metu perculsi, sibi quisque pro moribus consulunt


L'aruspice Spurinna una volta ammonì Cesare che immolava a evitare il pericolo che non si protraeva oltre le idi di Marzo.

Voglio badare a lui meglio di quanto lui stesso sia solito badare agli altri.

Mescola l'aceto con il miele!

Trattieni la lingua!

L'animo del sapiente è sempre privo di vizio.

Mandati i messaggeri per le campagne, ordinò a ciascuno di provvedere a sé.

Catilina, Milone, Verre e Marco Antonio misero questa fama attorno a Cicerone.

A me tutto il popolo romano in quella adunanza donò non la gratitudine di un solo giorno ma eternità e immortalità.

Certamente non invidio la sorte di alcun cittadino.


Le città dell'Asia confidavano poco nelle mura, nelle armi e nella gioventù.

L'uno confida nella causa, l'altro diffida.

M. Marcello non solo in quella guerra provvide agli alleati, ma anche risparmiò i nemici sconfitti.

Molti sono invidiati per la sapienza, molti per la giustizia.

Grazie all'opera, alla deliberazione, al valore e all'incredibile applicazione di Decimo Bruto, si venne in soccorso al momento difficilissimo per lo stato.

Taglia i viveri ai nemici!

Domiziano, tenendosi lontano dalla fatica, raramente girò a piedi per la città, ed era stato portato continuamente con la lettiga o con il carro.

Per coloro che fanno un viaggio è stolto non provvedere a sé e dare consiglio agli altri.

Ma i nostri soldati, scossi dall'improvvisa paura, provvedono ciascuno a se stesso a seconda delle indoli. 

-----------------------------------------------------------------------------------------


1. Theseus, Aegei et Aethrae Pitthhei filiae filius, cum Pirithoo formosam Helenam, Tyndarei et Ledae filiam, de fano Dianae ducunt Athenas in pagum Atticae.
2. Nyctei in Boetia erat filia Antiopia; Antiopa formosa erat et Iuppiter puellam gravidam reddit.
2. Argonautae per Cyaneas petras intrant pelagus quod dicitur Euxinum et errant; postea perveniunt ad parvam insulam Diam.
4. Medea, venusta Aeetae filia, cum Iasone ex patria excedit; tunc Aeeta navigium comparat et mittit Absyrtum filium cum armatis ad eam persequendam.
5. Priamo, Troiae domino, strenui filii pulchraeque filiae erant: Deiphobus, Polydorus, Helenus, Alexander, Hipposidus, Ascanius, Astynomus, Polymelus, Cassandra, Philomela, Troilus, Brissonius.


Teseo, figlio di Egeo e di Etra figlia di Pitteo, con Piritoo conducono la bella Elena, figlia di Tindaro e di Leda, dal tempio di Diana al villaggio dell'Attica.

In Beozia c'era Antiope figlia di Nitteo. Antiope era bella e Giove rese gravida la fanciulla.

Gli Argonauti attraverso le rupi CInee entrano nel mare che è chiamato Eusino e procedono. Poi giungono alla piccola isola Dia.

Medea, graziosa figlia di Eeta, con Giasone si allontana dalla patria. Allora Eeta appresta una nave e manda il figlio Absirto con gli armati ad inseguirla.

Priamo, sovrano di Troia, aveva forti figli e belle figlie: Deifobo, Polidoro, Eleno, Alessandro, Ipposido, Ascanio, Astinomo, Polimelo, Cassansra, Filomela, Troilo, Brissonio.


-----------------------------------------------------------------------------------------

Amus: forse intendevi "amamus"-->amamur

-Appello--> Appellor

-Amantur--> Amant

-Ornantur--> Ornant

-Amas--> Amaris

-Vident--> Videntur

-Videntur--> Vident

-Timemini--> Timetis 

-Videmur--> Videmus

-Monetur--> Monet

-Vides--> Videris

-Timetur--> Timet

-Videris--> Vides

-Mittit--> Mittitur

-Mittunt--> Mittuntur

-Mittur: forse intendevi "mittor"--> mitto

-Mittuntur--> Mittunt

-Audiuntur--> Audiunt

-Audiris--> Audis

-Audimus--> Audimur

-Audis--> Audiris



-----------------------------------------------------------------------------------------


Analizza e traduci:

Magna amphorum copia in area erat.

Persae indutias non servebant et insulae oras vastabant.

Discipulae, litteras Graecas et philosophiam nunc discite!


1) Nella zona c'era una grande quantità di anfore.
Magna ... copia: soggetto + attributo
amphorum: complemento di specificazione, gen. plu. 1 decl.
in area: complemento di stato in luogo (in + abl.)
erat: predicato verbale (imperfetto di sum).

2) I Persiani non osservavano tregua e devastavano le coste dell'isola.
Persae: soggetto
indutias: complemento oggetto (è plurale tantum!)
non: negazione
servobant: predicato verbale (imperfetto di servo) 
et: congiunzione coordinante 
insulae: complemento di specificazione, gen. sing. 1 decl. 
oras: complemento oggetto (acc. plu. 1 decl.)
vastabant: predicato verbale (imperfetto di vasto).

3) Allieve, ora apprendete le lettere greche e la filosofia!
Discipulae: vocativo plu. 1 decl.
litteras Graecas: complemento oggetto + attributo
et philosophiam: complemento oggetto
nunc: avverbio di tempo 
discite: predicato verbale (imperativo 2 pers. plu. di disco).



-----------------------------------------------------------------------------------------

1. Caesar accelerat, ut proelio intersit.
2. Nero urbem Romam incendit, ut spectaculi eius imaginem cerneret, qualis olim Troia capta arserat.
3. Caesar oppugnare instituit, ne quem post se hostem relinqueret.

1) Cesare si affretta per intervenire in battaglia.

2) Nerone incendiò la città di Roma per contemplare l'immagine di quello spettacolo con cui un tempo, conquistata Troia, era stata bruciata (lett: Nerone incendiò la città di Roma per contemplare l'immagine di quello spettacolo che allo stesso modo un tempo, conquistata Troia, aveva bruciato).

3) Cesare ordinò di attaccare per non lasciare qualche nemico alle loro spalle (lett. dietro di loro)

-----------------------------------------------------------------------------------------

l sacrificio di Codro

Rex atheniensium codrus, cum iam ab ingenti messeniorum exercitu attica regio ferro ignique vastaretur, diffidentia humani auxilii ad apollinis delphici oraculum confugit et per legatos sciscitatus est quonam modo illud tam grave bellum athenienses possent feliciter conficere. respondit deus messenios numquam Athenas occupaturos esse, si ipse Codrus hostili manu vitam amisisset. Hoc responsum non solum athenis sed etiam in castris messeniorum percrebuit: idcirco nullus miles Messenius Codri corpus vulnerabat in pugnis. Cum rex id cognovisset, depositis insignibus imperii, famularem vestem induit et in medios hostes se obiecit. sic necatus est et Athenae servatae sunt.

l re ateniese Codro, essendo la regione dell'Attica devastata a ferro e fuoco da un grande esercito di Messeni, fugge per diffidenza nell'aiuto umano presso l'oracolo di Apollo Delfico e fu interrogato per mezzo di ambasciatori in quale modo gli Ateniesi potessero concludere con successo quella tanto grave guerra. Il dio rispose che i Messeni non avrebbero mai occupato Atene se Codro stesso avesse perso la vita per mano nemica. Questo responso si diffuse non solo ad Atene ma anche nell'accampamento dei Messeni. Perciò nessun soldato messeno feriva il corpo di Codro nelle battaglie. Avendo il re saputo ciò, deposte le insegne del potere, indossò una veste da donna e si gettò in mezzo ai nemici. Così fu ucciso e Atene fu salvata.


analisi del periodo

Rex atheniensium codrus diffidentia humani auxilii ad apollinis delphici oraculum confugit: principale

cum iam ab ingenti messeniorum exercitu attica regio ferro ignique vastaretur: cum narrativo, subordinata causale 

et per legatos sciscitatus est: coordinata alla principale

quonam modo illud tam grave bellum athenienses possent feliciter conficere: subordinata interrogativa indiretta 

Respondit deus: principale 

messenios numquam Athenas occupaturos esse: infinitiva oggettiva 

si ipse Codrus hostili manu vitam amisisset: subordinata ipotetica

Hoc responsum non solum athenis sed etiam in castris messeniorum percrebuit: frase semplice

idcirco nullus miles Messenius Codri corpus vulnerabat in pugnis: frase semplice

Cum rex id cognovisset: cum narrativo, subordinata temporale

depositis insignibus imperii: ablativo assoluto 

famularem vestem induit: principale 

et in medios hostes se obiecit: coordinata alla principale 

sic necatus est: principale 

et Athenae servatae sunt: coordinata alla principale

-----------------------------------------------------------------------------------------


 "Fama autem est utrumque carpsisse viam usque ad moenia magnae urbis et sub noctem in locupleti domo posuisse vestigia. Mensam quidem exquisitam paratam esse ab urbano mure agresti comiti, sed, dum epularentur, beatos convivas excussos esse lectis, quia molossorum canum propinquos latratus audivissent. Tum tradunt rusticum murem dixisse se recusaturum esse in posterum vitam divitem ac urbanam, quia esset specie iucundior, re maxime periculosa." Ringrazio in anticipo, ciao ;D


Si racconta che entrambi presero la via fino alle porte della grande città e di notte arrivarono in una casa ricca. Una tavola squisita fu preparata dal topo di città al topo di campagna, ma, mentre banchettavano, i convitati furono destati dal letto, perché sentirono i latrati vicini dei cani. Allora raccontano che il topo di campagna disse che in futuro avrebbe rifiutato la vita ricca di città, perché era più più lieta ma massimamente pericolosa.



-----------------------------------------------------------------------------------------

1-Poeta clarus sedulos agricolas collaudat.
2-Magna est sedulorum agricolarum industria.
3-Clari poetae mira exempla nautarum peritorum celebrant.
4-Saeva procella nautamperitum non terrebit.
5-Nautae periti scampham securam inter procellas dirigent.


1. Un poeta famoso loda i contadini laboriosi.
2. L'operosità dei contadini laboriosi è grande.
3. I poeti famosi divulgano degli splendidi esempi di marinai esperti.
4. La tempesta violenta non terrorizzerà il marinaio esperto.
5. I marinai esperti dirigono la barca sicura in mezzo alle tempeste.

-----------------------------------------------------------------------------------------


Caesar Romam vacuam occupavit splendidumque triumphum egit;postea copias in Asiam traecit, apud Pharsalum aciem instruxit adversariosque ingenti proelio profilgavit.Post cladem Pompeius Alexandriam confugit et auxilium a Ptolemaeo,Aegypti rege,petivit,sed Ptolemaeus hospitem prodidit atque necavit.Tum Caesar copias victrices in Aegyptum duxit,Ptolemaeum vicit et regnum Cleopatrae sorori assignavit.Postea incredibili celeritate prostravit Pharnacem,Ponti regem,atque Romam remeavit.


Cesare occupò una Roma vuota e celebrò uno splendido trionfo; poi condusse le truppe in Asia, schierò l'esercito presso Farsalo e sconfisse gli avversari con un gran combattimento. Dopo la sconfitta Pompeo si rifugiò ad Alessandria e chiese aiuto a Tolomeo, re d'Egitto, ma Tolomeo tradì e uccise l'ospite. Allora Cesare condusse le truppe vittoriose in Egitto, vinse Tolomeo e assegnò il regno a Cleopatra. Poi con incredibile rapidità sconfisse Farnace, re del Ponto, e ritornò a Roma.


-----------------------------------------------------------------------------------------

Orpheus, poeta Thracius, lyrae sono clarus, dis deabusque carus admodum erat: eximie enim musicam tractabat et animos penitus mulcebat. Saepe etiam beluas placabat, barbaros populos mitigabat, saxa quoque movebamt.
Nympha Eurydica inamoneo loco Thracciae cum Orpheo vitam beate agebat. Is nympham valde amabat. At olim vipera Eurydicam mordebat et nacabat. Tum Orpheus Proserpinae, inferorum reginae, animum commovere temptat et sic venustam nympham ad vitam revocare. Ad inferos descendit:mortuorum umbrae Orpheum stipant, Furiae comas vipereas iam non agitant, monstrum Cerberus tacet, supplicia damnatorum cessant. Musicus ad Proserpinae solium accedo, multum felt, multum exorat, lyra suaviter canit: tandem deam commovet.
Eurydica libera est, sed maritus in via feminam adspectare non debet. Durum iussum Orpheus enim incaute Eurydicam adspectat: statim inferorum regina feminam revocat.Frusta Orpheus fiet et fatum suum deplorat 

Orfeo, poeta della Tracia, celebre per il suono della lira, era molto caro (gradito) agli dei e alle dee: infatti suonava straordinariamente e placava a fondo gli animi. Spesso ammansiva anche le bestie, mitigava i popoli barbari, commuoveva anche i sassi. La ninfa Euridice conduceva una vita beata con Orfeo in un piacevole luogo della Tracia. Egli amava molto la ninfa. Ma un giorno una vipera mordeva e uccideva Euridice. Allora Orfeo tenta di commuovere l'animo di Proserpina, regina degli inferi, e così di far tornare in vita la bella ninfa. Scende negli inferi: le anime dei morti attorniano Orfeo, le Furie non agitano più le chiome serpentine, il mostro Cerbero tace, le suppliche dei dannati cessano. Il musicista si avvicina al trono di Proserpina, piange molto, molto implora, suona dolcemente la lira: alla fine commuove la dea. Euridice è libera, ma il marito durante il tragitto non deve guardare la moglie. [nel penultimo rigo mi sembra manchi qualcosa, traduco da dopo i due punti] Subito la regina degli inferi richiama la moglie. Invano Orfeo piange e si lamenta della sua sorte.


-----------------------------------------------------------------------------------------

1. Maiores nostri ob aratro Cincinnatym abduxerunt, ut dictator esset
2. Miseris semper succurre, ut deorum et hominum benevolentia dignus sis.
3. Caesar munitione flumen a monte seclusit, ne noctu aquari Pompeiani possent.
4. Peto a te ut scribas ad tuos

1. I nostri antenati allontanarono Cincinnato dall'aratro affinché fosse (diventasse) dittatore.
2. Soccorri sempre i poveri affinché tu sia degno della benevolenza degli uomini e degli dei.
3. Cesare separò il fiume dal monte con una fortificazione affinché i Pompeiani di notte non potessero far provvista d'acqua.
4. Ti chiedo di scrivere ai tuoi.

-----------------------------------------------------------------------------------------

quod equus frustra aprum magnis contumeliis obiurgabat, a viro auxilium petit contra feram. Vir libenter et sollicite annuit, in equum insilit, ad rivum approquinquat et telis aprum interficit. 

Poiché il cavallo rimproverava invano il cinghiale con insulti pesanti, chiede aiuto all'uomo contro la bestia. L'uomo acconsente volentieri e sollecitamente, salta sul cavallo, si avvicina al ruscello e uccide il cinghiale con dardi.


deinde cum gaudio dicit"nunc et magnam praedam habeo et commodum servum. equus domino aptus atque opportunus erit: enim virum, sarcinas, arma feret". statim equo frenos imponint. Tum equus animo sic agitat: "mea stultitia affligor: vindictam quaero et dominum invenio!".


Poi dice con gioia: "Ora ho un gran preda e un comodo servo. Il cavallo sarà adatto e opportuno al padrone: infatti porterà l'uomo, i carichi, le armi". Subito applica le briglie al cavallo. Allora il cavallo pensa così nell'animo (più liberamente "dentro di sé": "Sono rovinato dalla mia stupidità: cerco vendetta e trovo un padrone!"

-----------------------------------------------------------------------------------------

Darius, Persarum rex, cum bellum commissurus esset contra Alexandrum, a Susis moverat et cum ingenti exercitu ad Macedonum castra properabat. Ambo exercitus apud urbem Issum congressi sunt. Darius quadrigenta milia peditum et centum milia equitum secum trahebat. Sed cum Darius in loco angusto deprehensus esset, immnsus eius exercitus explicari non potuit.

Dario, re dei Persiani, avendo intenzione di combattere ("di ingaggiare battaglia";)contro Alessandro, si era mosso da Susa e con un grande esercito si affrettava verso l'accampamento dei Macedoni. Entrambi gli eserciti si incontrarono presso la città di Isso. Dario portava con sé quattrocentomila fanti e centomila cavalieri. Ma, essendo stato Dario sorpreso in un luogo angusto, il suo immenso esercito non poté essere schierato.

-----------------------------------------------------------------------------------------

Alessandro Magno entra in India

Poro rege Indorum vieto, Alexander cum exercitu ad interiora Indìae processit. Silvae erant prope in immensum spatium diffusae, procerisque et in eximiam altitudinem editis arboribus umbro-sae. Ibi caeli temperies salùbrìs est, quia et vim solis umbrae levant et aquae largae manant e fonti-bus. Ceterum hic quoque serpentium magna copia est, quorum virus maxime noxium est: eorum morsum praesens (= immediata) mors sequebatur, donec ab incolis militibus remedium oblatum est. Hinc per deserta Alexander ad flumen Hyaròten (= Iarotide) venit: iunctum erat flumini nemus, opacum arboribus alibi invisitatis, agrestiumque pavonum multitudine frequens (= popolata da). Castris inde motis, oppidum haud procul positum cepit, obsidibusque acceptis stipendium imposuit. Ad magnam deinde urbem pervénit, non moenibus solum sed etiam palude munitam. Barbari dimicaturi occurrérunt; commisso proelio, octo milibus suorum amissis, in urbem refugè-runt. Postero die, scalis undique admótis moenia a Macedonibus occupantur. Ex barbaris pauci paludem transièrunt et in vicina oppida ingentem intulérunt terrorem, invictum exercitum adve-nisse memorantes.


Dopo aver legato Poro, re degli Indiani, Alessandro si dirige con l'esercito verso le zone interne dell'India. Le foreste erano distese quasi in uno spazio sconfinato e ombrose di alberi alti ed elevati ad una notevole altezza. Lì il clima è salubre, poiché da un lato le ombre attenuano la forza (=il calore) del sole, dall'altra abbondanteacqua sgorga dalle fonti. Del resto qui vi è anche una gran quantità di serpenti, il cui veleno è estremamente nocivo: morte immediata seguiva al loro morso, finché dagli abitanti non fu offerto ai soldati un antidoto. Da qui, attraverso luoghi deserti, Alessandro giunse al fiume Iarotide: un bosco era contiguo al fiume, scuro per gli alberi mai visti altrove, popolato da una moltitudine di pavoni selvatici. Spostato quindi l'accampamento, prese una città situata non lontano e, ricevuti gli ostaggi, assegnò lo stipendio. Poi giunse ad una grande città, difesa non solo dalle mura ma anche da una palude. I barbari accorsero per combattere; intrapreso il combattimento, persi otto mila dei loro soldati, si rifugiarono in città. Il giorno dopo, appoggiate scale dappertutto, le mura vengono occupate dai Macedoni. Dei barbari pochi attraversarono la palude e portarono grande terrore nelle vicine città, dicendo che era giunto un esercito invincibile.



-----------------------------------------------------------------------------------------

1.Curas ira excitat.
2.Silvam in via Claudia spectat
3.Dominae irae causam etiam ancillae nesciunt.

1.Lo sdegno desta l'attenzione.
2.Claudia osserva il bosco dalla strada.
3.Anche le ancelle ignorano la causa dello sdegno della padrona.

-----------------------------------------------------------------------------------------

Africani Minoris humanitas speciose lateque patuit. Expugnata enim Carthagine ad Siciliae civitates litteras misit ut ornamenta templorum, a Poenis rapta, per legatos recuperarent inque pristinis suis sedibus reponenda curarent. Maxime enim hoc populum Romanum decere putabat. Eiusdemque humanitatis alterum exemplum praeclarum edidit. Cum enim inter captivos, qui a questore sub hasta venibant, puerum eximiae formae et liberalis habitus vidisset, de eo amplius explorari iussit. Cum autemedoctus esset eum Numidam esse, orbum relictum a patre, educatumque apud avunculum Masinissam et, eo ignorante, iuvenili temeritate adversus Romanos congredi voluisse, errori et aetati illius veniam dandam et amicitiae Masinissae, regis fidissimi populo Romano, debitam venerationem tribuendam esse existimavit. Itaque puerum anulo fibulaque aurea et tunica laticlavia donavit, delectis equitibus qui eum ad Masinissam referrent. Non enim eum fugiebat esse maximos fructus victoriae restituere regi amico sanguinem suum

TRADUZIONE
L’humanitas [nella sua pregnanza, praticamente intraducibile] dell’Africano Minore si manifestò in tutta la sua bellezza e larghezza: espugnata Cartagine, inviò dispacci alle città siciliane, affinché – per mezzo dei (loro) legati - recuperassero gli ornamenti dei (loro) templi, (ornamenti) trafugati dai Cartaginesi, e provvedessero a riporli al loro posto. (L’Africano Minore) riteneva, infatti, che questo (atto) molto si addicesse al(la rispettabilità del) popolo romano.
(Egli, inoltre) fornì un ulteriore esempio di pari humanitas [E’ il seguente]. Avendo scorto, tra i prigionieri venduti all’asta dal questore, un giovane di bell’aspetto e di buona indole, chiese su di lui maggiori ragguagli. Saputo ch’era numida, orfano di padre ed educato dallo zio materno Masinissa e che, a sua [di Masinissa] insaputa, pieno di giovanile temerarietà, aveva voluto combattere contro i Romani, (l’Africano) pensò di dovergli perdonare l’errore e la giovane età [ovvero, l’errore dovuto ad intemperanza giovanile] e di dover fare un atto di doveroso omaggio nei confronti di Masinissa, re fedelissimo a Roma. Pertanto, donò al giovane un anello, una fibbia d'oro, un laticlavio, e e lo affidò a dei cavalieri incaricati di riaccompagnarlo presso Masinissa, stimando che i frutti migliori di una vittoria fossero restituire al re amico un suo loro congiunto per vincolo di sangue.



-----------------------------------------------------------------------------------------


Cum Britannis quoque feliciter bellum gessit et etiam Germanos, trans Rhenum incolentes,ingentibus proeliis vicit. Tum autem initium habuit bellum civile, exsecrandum et lacrimabile. Nam cum Cesare alterum consolatum petivit, senatus, Pompei hortatu, petitioni obstitit. Tum Caesar, spe deiectus, cum exercitu Rubiconem flumen traiecit et Romam contendit. Ad nuntium Caesaris adventus consules Brundisium confugerunt cum Pompeio, cum senatu et universa nobilitate, atque inde in Greciam."


Portò felicemente a termine una guerra anche con i Britanni e vinse in ingenti combattimenti pure i Germani che risiedevano al di là del Reno. E dunque, non appena Cesare chiese il secondo consolato, il senato, su consiglio di Pompeo, rifiutò la candidatura. Allora Cesare,deluso nella speranza, attraversò con l'esercito il fiume Rubicone e si diresse a Roma. E i consoli in seguito alla notizia dell'arrivo di Cesaresi rifugiarono a Brindisi, e successivamente in Grecia, con Pompeo, il senato e tutta la nobiltà.


-----------------------------------------------------------------------------------------

Sicilia et Sardinia magnae insulae sunt

La Sicilia e la Sardegna sono grandi isole

- Magistra discipulas laudat: nan discipulae sedulae sunt

La maestra loda le alunne: infatti le alunne sono attente.

- Amicitia semper gratuita est

L'amicizia è sempre spontanea

- Sententiam nostram mutare nec possumus nec debemus

Non possiamo nè dobbiamo modificare la nostra decisione

- Ubi est concordia invidia non est

Dove vi è concordia non c'è invidia.

- Vita interdum severa magistra est

Talvolta la vita è come una severa maestra

- Vos quoque fidae amicae meae estis

Anche voi siete mie amiche fidate

- Cumae antiqua colonia Graeca sunt

Cuma è un'antica colonia greca

- Altae tenebrae sunt: te videre non possum

E' buio pesto: non posso vederti

- Victoriae saepe fortuitae sunt

Spesso le vittorie sono fortuite

- Epistulam tuam libenter lego: epistulae tuae enim semper gratae sunt

Leggo volentieri la tua lettera: infatti le tue lettere sono sempre gradite

- Nunc ianuam operire potestis

Ora potete chiudere la porta



- L'italia è una bella penisola

Italia amoena paeninsula est

- Grande è la tua superbia

Magna superbia tua est

- Voi potete e dovete difendere la patria

Patriam defendere potestis ac debetis

- La maestra interroga le scolare <<Dove si trova atene?>>

Magistra interrogat discipulas: <<Ubi Athenae sunt?>>

- Non sempre la fortuna rispetta la giustizia: infatti la fortuna è cieca

Non semper fortuna iustitiam abservat: nam fortuna caeca est

- La tempesta è violenta e spaventa anche i marinai

Tempestas violenta est et nautas deterret

- Le mie amicizie sono poche, ma vere

Paucae, sed verae, amicitiae meae sunt

- Ci sono gravi e urgenti motivi

Validae ac urgentes causae sunt

- Anche tu puoi aiutarmi

Tu quoque me iuvare potes

- Voi siete contente, ma noi siamo tristi

Vos contentae estis, sed nos tristes sumus



-----------------------------------------------------------------------------------------

1nervii vallo pedum novem et fossa pedum quindecim hiberna cingunt
2ante oppidum Alesiam planities circiter milia passuum tria in longitudinem patebat
3L.Quinctius Cincinnatus trans Tiberim agrum quattor iugerum colebat 
4Lacus viginti pedes altus castris aderat
5fines helvetiorum in longitudinem milia passuum ducente et quadraginta,in latitudinem centum octoginta patebant
6Caesar milia passuum tria ab hostium castris castra ponit
7alba longa XII milibus passuum ab urbe Roma distat
8Caesar ab exploratoribus certior factus est Ariovisti copias milibus passuum quattor et viginti a nostri abesse
9eodem die ariovistus castra promovit et milibus passuum sex Caesaris castris submonte consedit
10oppidum narbo sex dierum iter a massalia abest 
11equites mauri nuntiant Iugurtham circiter duorum milium intervallo castra posuisse
12romani hostes secuti sunt et trium milium spatio ab eorum castris castra posuerunt

1.i nervi cingono i quartieri invernali con un fossato di nove piedi e una fossa di quindici piedi
2.davanti la città di alesia si apriva una pianura di circa tremila passi in longitudine
3.Quinto Cincinnato coltivava oltre il tevere un campo di quattro iugeri
4.il lago distava circa venti piedi dall'accampamento
5.i confini degli elvezi si estendono il longitudire per 240mila passi in latitudine per 180
6.Cesare pose l'accampamento a tremila passi dall'accampamento dei nemici
7.alba longa dista dalla città di roma circa 12mila passi
8.Cesare fu fatto dagli esploratori più certo che le truppe di Ariovisto erano distanti 4020 passi dai nostri
9.nello stesso giorno Ariovisto mosse l'accampamento e si accampò a seimila passi sotto il monte dall'accampamento di Cesare
10.la città di Narbona è lontana da Messina circa sei giorni
11.i cavalieri annunciano a Mario che Giugurta ha posto l'accampamento a circa duemila passi dall'accampamento
12.i romani seguirono i nemici e posero l'accampamento a tre miglia dal loro accampamento

-----------------------------------------------------------------------------------------

Latino/ Italiano

1. Ancillae sedulae magnam diligentiam adhibent
2. Maesta puella multas lacrimas effundit
3. Amica mea saepe sententiam mutat
4. Parsimoniam laudamus, avaritiam vituperamus
5.Italia, magna peninsula, multas et amoenas oras habet
6. Deam Vestam piae matronae vocant
7. Vos provinciam Galliam visitatis, nos insulam Siciliam (visitamus).
8. Persae magnas copias parant et Graeciam occupant
9. Tute me accusas!
10. Belgae fortiter pugnant: se et patriam suam defendut
11. Bonam fortunam exspecto, adversam (fortuna) non timeo
12. Ancillae bonam dominam diligunt et colunt
13. Industira, non fortuna, magnam gloriam parat
14. Amica tua familiariter nos accipit

Italiano/ Latino

1. Noi coltiviamo buone amicizie, voi conducete uan vita solitaria
2. Tulia vede e saluta le sue amiche
3. Le preoccupazioni non turbano Tulia, ragazza felice
4. Siede la padrona, le ancelle stanno (in piedi)
5. Gli atleti si esercitano diligentemente,
6. Tacciono le scolare e aspettano la maestra
7. Le truppe tendono un agguato
8. L'ira genera spesso grandi offese
9. Gli abitanti amano la loro piccola isola
10. L'acqua piovana irriga la terra arida e rallegra i contadini
11. Ricordiamo volentieri l'antica e famosa Atene
12. noi non temiamo la sorte: la Dea ci aiuta


1. Le ancelle operose mostrano grande impegno.
2. La triste fanciulla versa molte lacrime.
3. La mia amica cambia spesso parere.
4. Lodiamo la parsimonia, biasimiamo l'avarizia.
5. L'Italia, grande penisola, ha molte e piacevoli coste.
6. Le pie matrone invocano Vesta.
7. Voi visitate la provincia della Gallia, noi (visitiamo) l'isola di Sicilia.
8. I Persiani preparano grandi truppe e occupano la Grecia.
9. Proprio tu mi accusi!
10. I Belgi combattono energicamente: difendono se stessi e la loro patria.
11. Attendo la buona fortuna, non temo la cattiva sorte.
12. Le ancelle amano e rispettano la buona padrona.
13. L'operosità, non la fortuna, procura grande gloria.
14. La tua amica ci accoglie amichevolmente.

1. Nos bonas amicitias colimus, vosa vitam solitariam agitis.
2. Tullia amicas suas videt et salutat.
3. Curae Tulliam non turbant, puellam felicem.
4. Domina sedet, ancillae stant.
5. Athletae diligenter exercent.
6. Discipulae silent et magistram exspectant.
7. Copiae insidias parant.
8. Ira saepe magnas iniurias generat.
9. Incolae suam parvam insulam amant.
10. Aqua pluvia aridam terram irrigat et agricolas delectat.
11. Nos fortunam non timemus: Dea nos adiuvat.

Nessun commento:

Posta un commento