mercoledì 4 maggio 2011

Tema: l'amicizia

“Per quanto sia raro vero amore, mai più raro della vera amicizia”. È questa l’idea che mi sono fatta dell’amicizia in diciotto anni: credo che oggi non sia più vista come un valore ma tutto è più finto e improntato all’interesse personale. Per questo credo sia più facile trovare un amore puro, che è il legame più forte che si possa mai creare con qualcuno, piuttosto che una vera amicizia disinteressata.
L’amicizia dovrebbe essere una condivisione di pensieri ed esperienze, uno stare bene insieme avendo sempre rispetto l’uno dell’altro e dei rispettivi pensieri.
Un amico è qualcuno che sa ascoltare i tuoi problemi e ti aiuta a superarli, o semplicemente ti può consigliare o dare il suo punto di vista e sa che a sua volta può parlare, confidarsi e chiedere consigli. Ma un amico può essere anche semplicemente compagnia, parlare di tutto e di nulla. E soprattutto un amico non deve essere necessariamente perfetto (e comunque nessuno è perfetto), ma essere amici e condividere qualcosa come un legame di amicizia significa anche crescere insieme.
Ripercorrendo la storia e analizzando testi o racconti di personaggi e scrittori famosi si può notare che l’idea di amicizia è considerata da tutti in modo diverso. Cicerone scriveva che era essenziale nella vita e che era importante poter raccontare a un amico anche le cose belle. La vedeva insomma come una condivisione: l’amico è una persona con cui si può parlare veramente di tutto, di esperienze positive o negative, senza preoccuparsi di quello che si dice, se è  stupido o banale o se è qualcosa di cui si prova vergogna di aver fatto o di aver raccontato.
Un amico, come si può intuire in un testo di Pavese, può essere un modello, un punto di riferimento. Spesso questo avviene verso persone più grandi che hanno quindi più esperienza. A volte questa “imitazione” si riferisce al modo di affrontare la vita e i problemi, a un confronto per capire quali sono le cose migliori da fare.
Un po’ come nell’amore, si può capire di essere veramente legati a un amico quando questo viene a mancare e si ritrova molto tempo dopo. A questo si riferisce Manzoni nei “Promessi Sposi” quando Renzo incontra, dopo due anni, un vecchio amico: si mette in evidenza che non importa stare insieme tutti i giorni ma passare nel migliore dei modi i momenti in cui ci si vede o ci si sente e il fatto di non trovarsi per molto tempo rende più bello lo stare insieme quando questo è possibile.
Un amico non è uno qualunque, come spiega la volpe al Piccolo Principe, non è una persona che ci è indifferente ma qualcuno di veramente importante che accende un lume quando nella vita è buio, che ci riscalda quando tremiamo, che ci abbraccia o ci sorride quando vede la tristezza nei nostri occhi, quando con una sola parola rende più affrontabili i momenti difficili.
Un amico quindi è anche aiuto, come dice Verga in “Rosso Malpelo”, un aiuto indispensabile, qualcuno che è sempre disponibile perché TI VUOLE VERAMENTE BENE! Volersi bene... non si può esprimere o spiegare il bene che si vuole a una persona, come non si può spiegare l’amore. Ma si può capire e si può dimostrare con le parole e le azioni.
È per questo che oggi l’amicizia è un valore perduto, le persone hanno troppe cose a cui pensare, vogliono troppo e apprezzano meno un legame così semplice che diventa così complicato.
Sono molte, anzi troppe, le persone che  a parole dicono di esserti amico e in fondo ti usano solo quando fa comodo. Questo tipo di atteggiamento mi si è dimostrato molto evidente nella scuola: quando una persona va bene, nella maggior parte dei casi, viene considerata solo come un vocabolario da sfogliare quando serve e da mettere da parte per il resto del tempo. Molte volte si può scambiare una persona così per un amico perché comunque cerca di essere gentile e fare finta di nulla, invece, quando non c’è più il contesto in cui è nato questo finto legame, tutto svanisce come nel nulla e il mondo ti crolla addosso per l’ennesima volta; c’è anche chi dice di volerti bene, di essere tuo amico ma ti tratta male solo perché questo è quello che fa la maggior parte della gente che ragiona con frasi tipo “Non hai quarant’anni per pensare con la tua testa, devi fare quello che fa il gruppo...”.
Può essere amicizia questa? L’amicizia dovrebbe essere incondizionata e se qualcuno è davvero importante per te, gli altri non dovrebbero cambiare i tuoi modi di pensare e soprattutto i tuoi sentimenti!
Un altro punto a sfavore dell’amicizia è la gelosia e il mettersi in competizione, cosa molto frequente tra le ragazze. Credo che le donne in generale siano più false e siano molto più facili le vere amicizie tra sesso opposto dove ci sono anche più argomenti di confronto. Però anche in questo campo ci sono degli ostacoli: l’amicizia può essere interessata a un secondo fine... non so se ci siamo intesi! E questo potrebbe comportare una delusione da entrambi i lati, infatti può rimanerci male chi pensa a una vera amicizia e dall’altra parte si resta delusi nel non avere ottenuto nulla di più. Non è comunque da escludere che un rapporto di vera amicizia, nel tempo e conoscendosi sempre di più, possa trasformarsi in amore, ma, in questo caso, ci si guadagna da entrambe le parti.
Fortunatamente non tutti sono così, qualche anima che si salva e che ha un pensiero puro e positivo di questo bel sentimento esiste ancora. Questo, secondo me, è più facile da trovare tra le persone di età diversa, che hanno uno stesso livello di maturità ma esperienze diverse, perché si trovano più argomenti di confronto e spesso c’è più semplicità nel divertimento e nello stare insieme.
L’amicizia non conosce distanza, non ha età ma necessita di fiducia, affetto e comprensione, voglia di stare insieme e soprattutto di VOLERSI DAVVERO BENE!

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