mercoledì 4 maggio 2011

tema immigrazione

L’immigrazione in Italia e in Europa - Noi siamo impressionati e preoccupati per i gommoni che attraccano alle coste italiane e per gli extracomunitari nei quali vediamo una minaccia per i posti di lavoro, ma sarebbe bene, prima di tranciare giudizi e lanciare gridi di allarme, che guardassimo allo scenario europeo. Sono 18 milioni i migranti insediati nei 15 Paesi dell. Unione Europea, pari al 5 per cento della popolazione dei residenti. Non però equamente distribuiti, giacché in Germania, Belgio e Austria raggiungono il 9 per cento; in Francia il 6,3 per cento; in Svizzera il 18 per cento; in Italia solo il 2,2 per cento. Di questi, 270 mila sono comunitari o comunque provenienti da Paesi a sviluppo avanzato e non fanno quindi problema. Gli extracomunitari regolari non raggiungono il milione e, se vi aggiungiamo i cosiddetti clandestini, arriviamo al massimo a 1 milione e 250 mila. Sono dati del Ministero degli Interni, della Caritas italiana e del Servizio migranti. 
Siamo tutti immigrati - Gli spostamenti di popoli per terre e mari hanno caratterizzato la storia umana per migliaia di anni: migrazioni di vasta portata o locali, di massa o di singole famiglie. E' un fenomeno che in qualche misura c. è sempre stato. Basti ricordare le migrazioni bibliche verso e dall. Egitto e quelle che sono state chiamate . invasioni barbariche. . Nei tempi moderni si sono succedute periodicamente verso l. America e poi all. interno dell. Europa alla ricerca di lavoro. Negli ultimi decenni il fermento di mobilità umana nel mondo è in piena espansione, perché ai classici emigranti in cerca di lavoro si sono aggiunte le turbe di chi cerca asilo politico e protezione umana, fuggendo da Paesi devastati da guerre, contrapposizioni etniche e calamità naturali.  
Conseguenze disastrose – In taluni casi le immigrazioni ebbero conseguenze disastrose e drammatiche nei paesi di destinazione. L. immigrazione dall. Europa cancellò più del 90 per cento della popolazione indigena delle Americhe. In Australia gli Aborigeni furono vittime di un genocidio simile. In questo secolo, l. immigrazione degli Ebrei in Palestina ha avuto come conseguenza un destino di profughi per tre quarti della popolazione palestinese.  
Oggi rischia l'immigrato - Oggigiorno, nella maggior parte dei casi, l. immigrazione non ha le stesse distruttive conseguenze sul paese ospitante. Al contrario, sono gli immigrati stessi a correre rischi. Gli immigrati sono spesso le vittime di violenza razzista e di abusi . sebbene sia stato loro riconosciuti lo status di rifugiato politico perché perseguitati nel loro paese d. origine, o residenti da lungo tempo facciano parte di una minoranza.  
L’immigrazione è una ricchezza  - L. ignoranza che sta alla base del razzismo non riconosce il grande contributo che gli immigrati portano al paese nel quale vivono. Non è raro che dalle file degli immigrati vengano le più eminenti figure in campo politico, negli sport e nelle arti (ciascuno può pensare a qualche esempio relativo al proprio paese). Ma anche gli immigrati che non assurgono alla notorietà arrecano un grande contributo, economico e culturale, al paese nel quale risiedono. Una ricerca condotta recentemente in Germania mostra che tra il 1988 e il 1992 i lavoratori immigrati hanno contribuito per il 6 per cento al prodotto interno lordo del paese.  
Capitali e merci sì, persone no - Nonostante quanto finora evidenziato, molti paesi  hanno cominciato a porre restrizioni all. afflusso di immigrati (tranne nel caso in cui l. immigrato sia una persona ricca). La calda accoglienza riservata agli uomini d. affari stranieri in cerca di opportunità di investimento mostra cosa si nasconde dietro le politiche di controllo dei flussi migratori: i potenti possono circolare liberamente, i poveri sono ricacciati nei loro paesi. Questa realtà suggerisce un approccio alternativo all. immigrazione: fino a quando i poveri del mondo sono condannati alla disperazione da un sistema internazionale controllato dai ricchi, i paesi ricchi hanno il dovere morale di lasciar entrare tutti quelli che loro stessi hanno reso poveri. 
Se nel secolo scorso aveva avuto tanto presa la parola d'ordine "proletari di tutti il mondo unitevi" finalizzato alla conquista delle otto ore, oggi il problema è di riflettere della globalizzazione economica, produttiva e finanziaria. Il cambiamento è così rapido da non trovare ancora una corrispondente riflessione sul piano sociale e istituzionale mentre dobbiamo avere la capacità di ragionare in senso multietnico multirazziale e multireligioso.
Lo sforzo che, sin dall'inizio, si è fatto come Governo Prodi era di definire ed apportare una legge, superando il ritardo rispetto alla Comunità Europea, infatti siamo l'ultimo paese, che riguardasse sia l'immigrazione sia i diritti economici e sociali che quelli politici ed elettorali amministrativi. In questo senso vi era stato nel confronto, che ha proceduto la presentazione in Parlamento del disegno di legge del Governo, sia con le Organizzazioni rappresentative dei cittadini extracomunitari, sia con le organizzazioni del volontariato, che con le organizzazioni sociali, ottenendo un ampio consenso.
La definizione delle quote annuali è una delle condizioni per consentire un'inserimento reale e garantire la tutela contrattuale e previdenziale soprattutto per chi trova un lavoro a tempo indeterminato, o lavoro autonomo e sia per il lavoro stagionale o a termine.
C'è bisogno di una legge moderna e avanzata per l'immigrazione soprattutto perché è un atto di civiltà. Così facendo daremmo un contributo ad una Europa che sia solidale nel momento di costruzione, e non solo di globalizzazione finanziaria. In un mondo che sia plurale perché si arricchisce da un punto di vista etnico, culturale e religioso. La regolarizzazione della immigrazione, la definizione delle quote e delle presenze, il fatto di assicurare anche gli alloggi, sono le stesse cose che nella nostra esperienza passata come quella delle mondariso già abbiamo fatto, infatti il patto monda oltre al trattamento retributivo, si assicurava il dormire, i pasti, la salute.
Dobbiamo vincere tutte le resistenze e conquistare una legge.
Poi rapidamente dare anche i diritti politici elettorali sul piano amministrativo pena non riuscire a utilizzare gli immigrati come una risorsa fondamentale per noi popoli dell'occidente.

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