mercoledì 4 maggio 2011

Tema: i disabili

Quali sono le cose che un disabile deve poter fare? Anzitutto sono quelle che ognuno di noi vorrebbe fare, cioè andare in un locale, in una toilette, in un negozio, possibilmente senza trovare davanti a sé ostacoli insormontabili che rendono non accogliente per lui quella struttura. Una ottima iniziativa del sito disabili.com è proprio quella di raccogliere le segnalazioni dei visitatori disabili, creando un database di ristoranti, cinema, centri commerciali, ecc… accessibili a tutti. Ma l’accessibilità non è solo la mancanza di barriere fisiche. Per questo vengono giudicate anche la cortesia e la disponibilità, perché accessibilità va oltre la presenza di ascensori e di parcheggi, di bagni e di arredi facilmente raggiungibili. Un’ altra cosa che un disabile vorrebbe poter fare è di divertirsi e di dedicarsi allo sport. Ci sono, per esempio, associazioni apposite per organizzare campionati di hockey o di pallacanestro su carrozzelle.
Le Paraolimpiadi, in cui atleti disabili si fronteggiano in svariate discipline, stanno diventando un evento sportivo di grande richiamo a livello agonistico e spettacolare. Significativo, a questo proposito, il caso del pilota automobilistico Alex Zanardi, che, dopo un brutto incedente nel corso di una gara automobilistica in Germania, è diventato suo malgrado “disabile”, ma non per questo ha rinunciato a fare molte delle cose forse un tempo proibitive per questa categoria di persone, come sciare, comparendo come testimonial in parecchie manifestazioni, e sbalordendo per la serenità e il coraggio con cui vive la sua condizione.
Ma l’uomo ha altre esigenze, oltre lo svago: ad esempio, quella della comunicazione e quella del rendersi utile, tramite un lavoro. Per quanto riguarda la comunicazione, idisabili hanno, in questi ultimi anni, utilizzato in modo sempre crescente lo strumento informatico. Moltissimi hanno frequentato corsi di computer. Altri si incontrano su internet, per potersi esprimere, in chat e forum, spesso con persone affette da una stessa patologia, in modo da poter comunicare con chi condivide le stesse sofferenze e disagi. In generale, poi, il mondo dell’informatica offre nuovi stimoli a molti disabili. Pensate per esempio a come un non-udente sia entusiasta di poter usufruire del computer, basato più che altro sul senso della vista, senza sostanziali handicap nei confronti dei normodotati. Molti disabili infatti si sono affermati sul terreno lavorativo come programmatori informatici o addetti ai call-center. Altri aspetti che rendono la vita di un disabile meno mortificante sono gli strumenti che li aiutano negli spostamenti, come carrozzelle, protesi sempre più efficienti, servoscala, automobili senza pedali, con il cambio automatico, ecc… Sono importanti anche le leggi. Attraverso di esse un disabile oggi può godere di benefici fiscali (legge 104), di assistenza domiciliare per non essere obbligato a snervanti trasferimenti e di parcheggi personali, talvolta dotati di dissuasori. Soprattutto, però, oltre alle leggi, ci vuole una sensibilità nuova, più pronta a vedere il disabile non come un diverso, ma come uno di noi, da aiutare con generosità, come un fratello. Ricordiamoci, per esempio, che la donazione del midollo osseo potrebbe portare alla guarigione di una persona paralizzata.

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